LANCIANO. Brinda a spumante e champagne, poi fugge senza pagare il conto e minaccia il proprietario del locale. Si aggrava la misura cautelare per Sante De Rosa, 36enne di Lanciano che, già sottoposto ai domiciliari, adesso torna in carcere. La polizia lo ha arrestato per evasione, minacce, violenza privata e insolvenza fraudolenta. Lo scorso novembre l’uomo era già stato arrestato per aver picchiato un 30enne di Lanciano, al quale aveva fratturato la mandibola a suon di pugni, procurandogli un danno permanente. Successivamente era stato posto ai domiciliari, con il permesso di andare a lavoro, e munito di braccialetto elettronico, «proprio per cercare di contenere la sua indole violenta», sottolinea la polizia.
Nonostante lo strumento di controllo, il 36enne ha reiterato una condotta violenta. I fatti risalgono al 16 marzo scorso, quando De Rosa ha ottenuto un permesso per poter convolare a nozze. L’autorizzazione era per recarsi in municipio per la cerimonia e in un ristorante del centro storico per il pranzo, e poi fare rientro a casa entro le 19. Poco dopo le 17, però, lo sposo e i suoi ospiti si sono fermati a fare un brindisi in un noto locale del centro. Qui hanno consumato cinque bottiglie tra champagne e spumanti, pagandone solo una. Il restante conto di circa 500 euro è rimasto insoluto. Al proprietario del locale, che nel frattempo aveva chiamato il 113, De Rosa avrebbe rivolto pesanti minacce – «Hai chiamato gli sbirri, ti uccido» – prima di fuggire in auto con il suo seguito. All’arrivo della polizia si erano già dileguati. La denuncia del titolare e le indagini della polizia, diretta dal commissario Lucia D’Agostino, hanno indotto il pm Francesco Carusi a chiedere l’aggravamento della misura cautelare, emessa dal gip Massimo Canosa. De Rosa, difeso dall’avvocato Alessandro Marrone, è ora in carcere a Pescara.
Torna in carcere anche Mirco De Rosa, 30 anni, di Lanciano, ai domiciliari su disposizione del tribunale di Chieti per reati contro il patrimonio e la persona: nei giorni scorsi, nonostante l’applicazione del braccialetto elettronico, si era reso irreperibile ai controlli di polizia giudiziaria nella sua abitazione. Ma la “vacanza” gli è costata l’aggravamento della misura detentiva. Il gip del tribunale teatino lo ha dichiarato ufficialmente evaso. Il giovane è in carcere a Lanciano, in attesa del processo. (s.so.)