L’AQUILA. «È ora di finirla con le grida preventive di dolore lanciate dal Wwf Abruzzo sulla decisione della Regione Abruzzo che ha affidato a una società di predisporre il primo piano di prelievo controllato del cervo». Così, in una nota, Fabrizio Lobene, presidente Regionale di Confagricoltura. «Questa volta», aggiunge, «si deve andare fino in fondo perché abbiamo perso troppo tempo andando dietro alle paturnie di questi sacerdoti dell’ambientalismo metropolitano che, pur avendo una miserrima rappresentatività in termi di iscritti (163 iscritti in provincia dell’Aquila e 243 in provincia di Pescara – dati da loro forniti per l’ingresso dei rappresentanti Wwf nei comitati di gestione degli ambiti territoriale della caccia Atc) bloccano ogni iniziativa di buon senso ed in linea con leggi e regolamenti, in barba e in danno dei cittadini, degli agricoltori e dei bilanci regionali». «Il prelievo venatorio controllato», conclude Lobene, «è praticato in molte regioni italiane, anche all’interno delle aree protette».
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