PESCARA. Arriva domani all’esame del consiglio comunale (e oggi in commissione) il piano di risanamento acustico della zona centrale, quella della movida. Un piano per «affrontare le criticità» che derivano da un «elevato rumore notturno, causato da sorgenti sonore di diversa natura» ma tutte generate «da una forte concentrazione di persone, richiamate dalla presenza di numerosi pubblici esercizi, con attività di vendita di alimenti e bevande», si legge nelle prime pagine del documento. La zona è «ad alta densità di popolazione» e nel tempo i disagi per i residenti sono cresciuti, proprio per via dei rumori. Sono stati presentati diversi esposti, l’Arta ha effettuato un monitoraggio e si è arrivati al Piano, «rivolto alla verifica e al controllo delle attività nelle aree in cui è stato rilevato il superamento dei livelli di attenzione».
I rumori sono provocati da più fattori: la concentrazione di più persone all’esterno dei locali, anche dopo l’orario di chiusura, la diffusione amplificata della musica e le attività di pulizia, chiusura e lavaggio delle aree vicine ai locali, il che «impone una differenziazione degli interventi di controllo, oltre che una graduale messa in atto di misure di contenimento per determinare una riduzione regolamentata delle attività», si legge sempre nel Piano. Per ognuna delle 4 zone in cui è stata divisa l’area della movida, che ospita complessivamente 58 locali, sono state individuate delle azioni da perseguire. La zona 1, quella in cui si concentrano tutte le sorgenti di rumore, con «i livelli acustici più alti» e con valori critici «sia durante l’orario di apertura dei locali che ben oltre l’orario di chiusura» comprende l’area tra piazza Muzii, via De Cesaris e il tratto centrale di via Battisti; la zona 2 è tra via Mazzini e via Piave, con il baricentro in via Cesare Battisti; la zona 3 è l’area limitrofa a via Battisti, con il tratto esterno alla Ztl e l’area tra la Ztl e corso Vittorio Emanuele; la zona 4 è l’area cuscinetto alla zona 1 e 2, con via De Cesaris e via Regina Margherita.
Per ridurre i livelli sonori sono state previste diverse azioni, da applicare a ogni zona a seconda delle peculiarità che presenta in base alle rilevazioni effettuate. Nell’autorizzare i pubblici esercizi, stabilisce il Piano, andrà individuata la massima ricettività, per quanto riguarda l’occupazione dello spazio pubblico, e valutato l’impatto acustico. Da definire, poi, i criteri di eventuale non ammissibilità di nuove attività. Andranno individuate le caratteristiche minime, di spazi, per l’apertura di nuovi locali perché potrebbero non garantire una permanenza di clientela all’interno ed è prevista la sospensione del rilascio di autorizzazioni in deroga ai limiti acustici per manifestazioni temporanee. I rumori saranno rilevati e monitorati installando delle centraline fisse che consentiranno di definire interventi correttivi. Nella zona 1 sono previsti degli impianti semaforici sonori che avvisano del superamento dei livelli di soglia o emettendo un messaggio luminoso o colorando il display, per segnalare il disturbo creato (ma non sono previste sanzioni). Nelle zone 1, 2 e 3 ci dovrà essere personale addetto alla verifica del rispetto delle procedure antirumore, a cura degli esercenti, anche per sensibilizzare la clientela. E alle forze di polizia si chiederà una maggiore sorveglianza. Per contenere i rumori dei locali si punterà a limitare le presenze sospendendo la vendita di alcol per asporto nelle ore serali/notturne e l’attività ai tavoli esterni prima della chiusura. Inoltre, andranno programmate le attività di pulizia e sistemazione dei locali. Le norme sui dehor, dovranno contemplare anche l’aspetto sull’acustica. Da programmare, poi, gli interventi di spazzamento e raccolta, con attrezzature meno rumorose, e da definire la gestione dei rifiuti nei locali. Tutto per «ridurre il disturbo».