COLLARMELE. Cade la presunta accusa mossa dai Comuni di Collarmele, Pescina e San Benedetto alla Biometano Energy di aver falsificato i contratti di fornitura dei sottoprodotti agricoli necessari per il funzionamento dell’impianto a biogas, che sorgerà nel territorio di Collarmele. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Pescara, infatti, ha archiviato il caso. Il procedimento aveva preso avvio a seguito di un esposto presentato dai tre Comuni nei confronti della società. Già in prima battuta il pubblico ministero, sulla base delle indagini espletate, aveva avanzato al gip la richiesta di archiviazione. Alla quale però i Comuni si erano opposti. Ora il gip si è pronunciato definitivamente, disponendo l’archiviazione del procedimento penale, non ritenendo valide le accuse avanzate dai Comuni. «Con tale decreto del tribunale penale di Pescara», hanno commentato gli avvocati Gianluca Onnembo e Maria Luisa Cianfaglione, che assistevano la società, «è stata confermata la correttezza dell’operato della Biometano Energy e del suo legale rappresentante». I due legali ricordano altresì che «recentemente anche il Tar dell’Aquila ha respinto il ricorso presentato sempre dai Comuni di San Benedetto dei Marsi, Pescina e Collarmele, confermando anche qui la piena regolarità dell’iter amministrativo seguito dalla Biometano Energy». Sulla sentenza del Tar, impugnata dagli stessi Comuni, si attende a breve la decisione del Consiglio di Stato che porrà fine a una vicenda che si trascina da tre anni. Nell’estate 2019, in sede di Conferenza dei servizi, la Biometano ha ottenuto l’ok alla realizzazione dell’impianto dal Dipartimento all’agricoltura, dall’Arta, dai vigili del fuoco e dall’Asl. Ma l’iter del progetto ha subìto una battuta d’arresto a causa della ferma opposizione dei Comuni di Collarmele, San Benedetto e Pescina. A sostegno dell’azione dei tre Enti è nato anche un comitato civico. Nel frattempo, la società ha preparato il cantiere per far partire i lavori.