TERAMO. Torna alla ribalta la questione dei lavoratori precari della Ruzzo Reti. Un problema che si trascina da tempo e che coinvolge più di 100 figure professionali con il contratto in scadenza il 31 dicembre. Ieri il segretario generale della Filctem Cgil Giampiero Dozzi, in conferenza stampa, ha chiesto che i lavoratori della Ruzzo Reti vengano stabilizzati.
Dozzi ha svelato che una sentenza di primo grado del tribunale del lavoro, dopo un ricorso inoltrato dal sindacato, ha dato ragione a uno dei precari riconoscendone il sotto inquadramento e, di conseguenza, un salario non adeguato. «Questi lavoratori, oltre alla precarietà, che è una condizione inaccettabile per un servizio essenziale e di tale importanza come la Ruzzo Reti, non vedono riconosciuta la loro professionalità e competenza», ha sottolineato Dozzi, «e non è ammissibile che si debba arrivare a una sentenza del tribunale, che è come un’ultima spiaggia. Il numero è ormai fuori controllo, stiamo superando le 100 unità coinvolte. Ce ne stiamo occupando da tempo, ma non siamo riusciti ad avere un confronto e siamo approdati, senza esito, anche in sedi istituzionali e politiche. L’assemblea dei sindaci e l’Ersi, l’ente regionale del servizio idrico, devono affrontare questo problema e risolverlo».
A proposito della sentenza che ha dato ragione ad uno dei precari, questo il commento di Dozzi: «Si evince, da questa sentenza, che la condizione di precarietà non consente di riconoscere la professionalità tecnica raggiunta dai lavoratori. Il giudice ha ritenuto che il ricorso è fondato nella sua integrità. Probabilmente non sarà l’unico caso e nel tempo arriveranno altre sentenze. La Cgil non lascerà da soli questi lavoratori e se si trovassero nella necessità di ricorrere alla tutela individuale noi ci siamo. Il problema, però, va risolto in un altro modo e non attraverso le vertenze o la sentenza di un tribunale».
Dopo la conferenza stampa della Cgil è arrivata la replica della Ruzzo Reti, che apre a qualche spiraglio positivo sull’argomento. «Riguardo al tema dei lavoratori precari sollevato da un sindacato», si legge in una nota della società acquedottistica teramana, «stando a quanto stabilito dal tribunale del lavoro nella sentenza di primo grado (quindi non definitiva) su un singolo lavoratore, la Ruzzo Reti ha già conferito mandato per perseguire le responsabilità individuali all’interno dell’azienda per correggere eventuali condotte non in linea con le sue effettive mansioni. Il percorso di risanamento avviato sin dall’insediamento dell’attuale consiglio di amministrazione ha consentito all’azienda di raggiungere il pieno equilibrio economico e finanziario. Dopo venti anni, grazie a questo importante risultato e alla stretta collaborazione con l’Ersi, oggi alla Ruzzo Reti si torna a parlare concretamente di concorsi e non di stabilizzazioni».
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