CHIETI. Il primo dirigente della polizia di Stato Patrizia Traversa, vicario del questore di Chieti, è stato premiato dal governo spagnolo per l’arresto di un pericoloso terrorista dell’Eta avvenuto nel 2015. Venerdì mattina l’onorificenza della «croce al merito di polizia con distintivo bianco», concessa dal ministro dell’Interno iberico, è stata consegnata a Traversa dall’ambasciatore Alfonso Dastis. La cerimonia si è svolta a Roma, nel palazzo Montorio, al Gianicolo, residenza dell’ambasciatore di Spagna.
Quando il terrorista venne individuato e arrestato, Traversa dirigeva la Digos di Chieti. Carlos Garcia Preciados, detto Roberto, il latitante spagnolo finito in manette nel febbraio di sette anni fa, aveva infatti contatti nell’area teatina, dove viveva anche l’ex fidanzata. Così, ricostruendo nel dettaglio movimenti e relazioni, gli investigatori – coordinati dalla Direzione centrale della polizia di prevenzione di Roma – sono arrivati al “covo” di Roberto, che si era rifatto una vita nella capitale con l’appoggio delle realtà antagoniste e anarchiche italiane. Nel suo appartamento sono stati trovati anche numerosi documenti falsi, come quelli generalmente contraffatti dall’organizzazione secessionista armata.
Il latitante, destinatario di un mandato di cattura internazionale, doveva scontare 19 anni di carcere per terrorismo e appartenenza a bande armate.
Inquadrato nelle strutture clandestine dell’Eta nel 2000, Garcia Preciados era stato arrestato per la prima volta nell’agosto del 1997 ad Andoain, in Guipuzcoa, nei Paesi Baschi, quando militava nell’organizzazione giovanile dell’Eta Jarrai, dopo l’incendio di una succursale bancaria con una bottiglia molotov. Tornato in libertà, era finito di nuovo in manette nell’ottobre dello stesso anno con l’accusa di terrorismo e danni. Nel 2000 si era dato alla latitanza.
In Italia le indagini sono scattate nel 2013, anno in cui è stata segnalata la possibile presenza di Roberto sul territorio nazionale.
Quando la polizia lo ha individuato a Roma, sono stati sequestrati quattro documenti di identità spagnoli falsi, con la foto del latitante e generalità differenti, e materiale informatico utile per ricostruire la rete delle complicità. (g.let.)
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