TORTORETO. L’ultimo pronunciamento della Cassazione chiude definitivamente il caso di Pasqualino Saccuti, l’ex economo del Comune di Tortoreto accusato di aver intascato oltre un milione di euro di fondi dell’ente in nove anni alla guida dell’ufficio di tesoreria e finito imputato in due procedimenti (nel 2012 venne condannato a tre anni al termine di un rito abbreviato) per peculato, truffa, falso e accesso abusivo al sistema informatico. I giudici della Suprema Corte, nell’accogliere il ricorso dell’uomo difeso dall’avvocato Guglielmo Marconi in merito al pronunciamento della Corte d’appello di Perugia che lo ha condannato a due anni e quattro mesi di reclusione, hanno stabilito il reato estinto per prescrizione. Restano confermati, visto che questo non è stato motivo di ricorso, i 500mila euro di risarcimento al Comune di Tortoreto che si è costituito parte civile assistito dall’avvocato Gabriele Rapali. L’anno scorso la corte perugina, a cui la Cassazione aveva rinviato il caso dopo la sentenza della corte di Appello dell’Aquila, aveva ridotto la pena: in secondo grado, la corte aquilana lo aveva infatti condannato a quattro anni e 11 mesi e a un milione e 200mila euro di risarcimento. La riduzione della pena è dovuta al fatto che nella sentenza definitiva sono stati giudicati “estinti per intervenuta prescrizione” gli episodi commessi fino a tutto il mese di aprile del 2011. Il Comune di Tortoreto, che nel processo si era costituito parte civile può ora tornare in possesso dei beni. Resta la sentenza definitiva che assegna «una provvisionale immediatamente esecutiva pari a 500mila euro» e su richiesta dell’ente stesso dispone «il sequestro conservativo sui beni sequestrati preventivamente». Sul caso ora restano aperti i procedimenti in sede civile.(d.p.)
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