LUCO DEI MARSI. Un progetto per il monitoraggio della mandragora nelle aree in cui si coltivano spinaci. L’annuncio della Regione Abruzzo arriva dopo i fatti di cronaca relativi all’intossicazione di almeno 8 persone, avvenuta in Campania nella prima settimana di ottobre, con l’immediata ricostruzione della catena di distribuzione che aveva portato anche nella Marsica. In particolare in un’azienda di Luco dei Marsi. Le successive analisi dei campioni di prodotto avevano dato esito negativo circa la presenza della pianta velenosa. La notizia, nell’immediato, aveva fatto improvvisamente calare il consumo dell’ortaggio con conseguenti perdite economiche per gli agricoltori del settore. Sulla vicenda era intervenuta anche Confagricoltura L’Aquila. Al fine, dunque, di tutelare i prodotti locali l’assessore regionale all’Agricoltuta, Emanuele Imprudente, ha annunciato la volontà di finanziare un progetto per il monitoraggio della presenza della pianta infestante in tutto il territorio regionale di coltivazione dello spinacio, con il coinvolgimento di istituzioni scientifiche quali Università e Istituto zooprofilattico sperimentale. «Sulle partite controllate dal Nas provenienti dall’area di Fucino sono state disposte delle analisi dal dipartimento di prevenzione della Asl 1, effettuate dall’Istituto zooprofilattico sperimentale, che hanno dato esito negativo circa la presenza degli alcaloidi della mandragola», spiega Imprudente, «un risultato importante per le coltivazioni orticole del Fucino che rappresentano un’eccellenza nel panorama agricolo nazionale e che la Regione Abruzzo intende tutelare a tutti i livelli».
Proprio con questo obiettivo il dipartimento Agricoltura della Regione Abruzzo, per il principio di precauzione, finanzierà comunque un progetto per il monitoraggio della presenza della pianta infestante in tutto il territorio regionale di coltivazione dello spinacio, con il coinvolgimento di istituzioni scientifiche.
Le 2.700 cassette di ortaggi sottoposte a sequestro preventivo appartenevano allo stesso lotto finito sotto indagine da parte del Nas di Napoli e venduto alla società campana ritenuta responsabile dell’intossicazione di almeno otto persone. Stando a quanto ricostruito dal Nas di Napoli, l’azienda agricola di Luco dei Marsi aveva commercializzato a una società di Volla (provincia di Napoli) sei bancali di spinaci, della varietà sioux, pari a 1.153,84 chilogrammi definendoli «prodotto grezzo da lavorare». Le analisi avevano, però, dato esito negativo. Nel corso delle indagini i militari campani avevano accertato che la mandragora, scambiata erroneamente per spinaci, era stata commercializzata anche da aziende di Forio e Volla (Napoli), Aversa (Caserta) e San Valentino Torio (Salerno).
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