SULMONA. In attesa dell’udienza di convalida che si svolgerà domani mattina al tribunale di Pescara, emergono altri particolari dell’operazione condotta dalla Guardia di finanza di Sulmona che ha portato all’arresto di quattro persone, tra cui tre giovani sulmonesi, l’altro giorno nel centro di Bussi sul Tirino. Il corriere della droga, Angelo Nalci, 48 anni originario di Ferentino, ma residente a Guidonia, è un ex poliziotto, che era rimasto coinvolto insieme ad altri cinque colleghi e alla sua ex fidanzata, tre anni fa, nell’operazione Arcadia che aveva portato all’arresto di otto persone. A tutte venivano contestati, a vario titolo, i reati di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, corruzione per l’esercizio della funzione, accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico e rivelazione e utilizzazione di segreti di ufficio.
Nalci era in quel periodo compagno della “talpa” della Procura di Roma, accusata di avere rivelato notizie coperte da segreto d’ufficio a un imprenditore in odore di camorra.
Quindi un uomo esperto che si sarebbe lasciato mettere nel sacco dai tre giovani sulmonesi, Mattia Buccilli, Lorenzo Pacifico e Fabio Di Iorio, ai quali avrebbe consegnato l’ingente quantitativo di droga in cambio di carta straccia, sotto la minaccia di una scacciacani. L’accusa, a vario titolo, per tutti è di produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti, rapina, falsità materiale e intralcio alla giustizia.
Stando alla ricostruzione dell’operazione condotta dalle Fiamme gialle di Sulmona, tutto sarebbe partito dall’aver seguito una Opel Corsa, condotta da uno dei tre giovani di Sulmona, all’interno della quale viaggiava anche Buccilli, che non poteva allontanarsi dal comune di residenza in quanto destinatario di un provvedimento stragiudiziale. All’altezza di Popoli, i tre avrebbero fermato la vettura per “camuffare” la targa con del nastro adesivo, per depistare le tracce.
Poi a Bussi, nei pressi dell’edificio scolastico, dove era stato fissato l’appuntamento con il corriere della droga, il terzetto ha atteso l’arrivo di Nalci per procedere allo scambio: soldi in cambio di 16,3 chili di hascisc. Ma nella borsa dei sulmonesi non c’erano soldi veri e neppure falsi, ma solo carta straccia. E sotto la minaccia di una pistola finta il corriere sarebbe stato costretto a cedere il quantitativo di droga. Ma, una volta presa la borsa con l’ingente quantitativo di hascisc, i tre sulmonesi sono stati fermati dai finanzieri che li stavano seguendo. Dopo aver tamponato l’auto dei finanzieri i tre hanno tentato di darsi alla fuga in modo rocambolesco dando vita a una scena da film che si è conclusa, però, poco dopo con il loro arresto e quello del corriere della droga. Tre di loro sono attualmente detenuti nel carcere di Isernia mentre Di Iorio è ai domiciliari.
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