ORTONA. La lotta dei commercianti contro il caro bollette non si ferma. È già partita una richiesta formale di aiuto al governo, ma i negozianti minacciano di tornare di nuovo in piazza, dopo le due manifestazioni di ottobre, «se le nostre richieste non saranno prese in considerazione, stavolta siamo pronti a bloccare anche i consigli comunali nelle nostre città», spiega Franco Musa, tra i promotori delle proteste a Ortona. Una prima iniezione di contributi è prevista dal decreto “Aiuti-quater”, ma per i commercianti non basta. «Tramite l’Anci e i parlamentari abruzzesi siamo riusciti a portare le nostre richieste in Parlamento», dice Musa, «la commissione finanza del Senato dovrebbe riunirsi in settimana. Speriamo che le nostre richieste vengano accolte, altrimenti siamo pronti a manifestare di nuovo a metà dicembre». Gli occhi dei commercianti sono puntati soprattutto sull’Articolo 3 del decreto legislativo numero 176 del 18 novembre scorso (“Misure urgenti di sostegno nel settore energetico e di finanza pubblica”).
Nel testo del decreto il governo stabilisce che «in virtù degli effetti dell’eccezionale incremento dei costi dell’energia», le imprese «con utenze collocate in Italia a esse intestate hanno facoltà di richiedere la rateizzazione degli importi dovuti per la componente energetica di elettricità e gas naturale, utilizzato per usi diversi dagli usi termoelettrici ed eccedenti l’importo medio contabilizzato, a parità di consumo, nel periodo di riferimento compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2021, per i consumi effettuati dal 1° ottobre 2022 al 31 marzo 2023 e fatturati entro il 30 settembre 2023». I commercianti ora puntano ad allargare il margine temporale per la rateizzazione riferita ai consumi in bolletta: non partendo dal 1° ottobre, ma dal 1° luglio, che insieme ad agosto e settembre è stato tra i mesi più duri.
L’altro tema caldo riguarda la durata delle rateizzazioni: nell’ultimo decreto, il governo ha stabilito che «entro 30 giorni dalla ricezione dell’istanza di rateizzazione (…) il fornitore ha l’obbligo di offrire ai richiedenti una proposta di rateizzazione recante l’ammontare degli importi dovuti, l’entità del tasso di interesse eventualmente applicato, le date di scadenza di ciascuna rata e la ripartizione delle rate, per un minimo di 12 e un massimo di 36 rate mensili». I commercianti vorrebbero invece spalmare ancora di più il peso delle bollette energetiche «per un minimo di 75 rate», si legge nell’emendamento presentato per l’articolo 3, «ed un massimo di 120 rate mensili. Per lo stesso periodo di cui al comma 1, il governo, vista l’eccezionalità della crisi, deve istituire una moratoria con effetto sospensivo delle scadenze e delle obbligazioni sorte tra le imprese e gli enti e società di fornitura del servizio elettrico. In modo da evitare il distacco delle utenze elettriche per i consumi effettuati dal 1° luglio 2022, fatturati entro il 30 settembre 2023». I commercianti spingono anche per «costringere i fornitori al dovere di accettare la richiesta di rateizzazione formulata dai richiedenti e recante l’ammontare degli importi dovuti». Se le proposte non verranno accolte, la protesta in piazza ripartirà subito.