TERAMO . Resta in bilico la nomina del primario di Cardiochirurgia del Mazzini. Il Tar, infatti, ha accolto la richiesta di sospensione della designazione di Filippo Santarelli, scelto poco più di un mese fa dal direttore generale della Asl Maurizio Di Giosia a seguito della selezione che ha portato sul suo tavolo una rosa di tre nomi. A fermare tutto è stato il ricorso presentato dall’avvocato Roberto Ruocco per conto di Salvatore Lentini, primo della graduatoria e nella terna per il primariato, che comprendeva anche Giovanni Mariscalco, ma di fatto scavalcato dal concorrente segnalato all’ultimo dei posti disponibili nell’elenco ristretto.
LA DECISIONE
La prima sezione del tribunale amministrativo dell’Aquila ha ritenuto, dunque, sussistenti le esigenze cautelari addotte dal legale, sospendendo gli atti di nomina inaudita altera parte, in pratica senza ascoltare le motivazioni del manager Asl. Lo farà nell’udienza fissata al 27 aprile, quando il collegio dovrà confermare o meno il blocco del procedimento in attesa del giudizio di merito.
I MOTIVI DEL RICORSO
Nella scelta la legge riconosce al direttore generale una discrezionalità che gli consente, nell’ambito della rosa ristretta presentatagli dalla commissione, di non tener conto del posizionamento; per cui la nomina del terzo, anziché del primo, non è motivo di contestazione. Nel ricorso però Ruocco, che si è già occupato di casi che hanno interessato le Asl di Pescara e Teramo, muove una serie di eccezioni che attengono sia a un vizio sostanziale nella procedura, che alla violazione dei principi di imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione. Il punto nodale su cui concentra la richiesta di annullamento della nomina di Santarelli riguarda il suo curriculum. Il documento, secondo Ruocco, è stato presentato senza firma e di conseguenza risulta inammissibile ai fini della valutazione delle competenze del medico e della relativa attribuzione di punteggio. «Nel file trasmesso vi è un curriculum non firmato», scrive l’avvocato, « orbene, un curriculum non firmato equivale ad un curriculum non presentato e/o inesistente. Ciò comporta che al Santarelli non poteva essere attributo il punteggio di 21,10 assegnatogli dalla commissione per valutazione del curriculum». L’effetto non può essere che uno. «La graduatoria va, quindi, rettificata», prosegue il legale, «la necessaria revisione comporta per Santarelli che a lui non può essere attribuito alcun punteggio, con la conseguenza che andava e va escluso dalla terna» . È venuto meno, a detta di Ruocco, un requisito considerato essenziale tra quelli richiesti per partecipare alla selezione. Alla valutazione del curriculum vengono attribuiti fino a 60 punti. «È quindi evidente che sia un requisito essenziale ed ineludibile», evidenzia il legale, «per la partecipazione all’avviso e documento essenziale per la valutazione del candidato».
LA RISPOSTA DEL MANAGER
Di Giosia, comunque, si dice tranquillo sulla legittimità della sua scelta, sottolineando di averla dettagliatamente motivata nell’atto di nomina. Tanto che già ieri era pronto a far firmare il contratto a Santarelli. Prima di procedere, però, dovrà almeno aspettare l’esito della prossima udienza, tra poco più di dieci giorni.
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