TERAMO . Il primario di Cardiochirurgia del Mazzini prende servizio, ma la battaglia legale è tutt’altro che finita. Anzi, la designazione di Filippo Santarelli finirà al vaglio della Procura. Ad annunciare la denuncia è l’avvocato Roberto Ruocco, che assiste Salvatore Lentini, sorpassato sul filo di lana dal nominato nella corsa per l’incarico.
L’esposto accompagnerà il ricorso al giudice del lavoro che sarà chiamato a valutare la regolarità della nomina, dopo che il Tar ha dichiarato la propria incompetenza sul caso, accogliendo le eccezioni presentate dai legali della Asl e di Santarelli. Per questo dunque l’insediamento del primario 57enne, originario dell’Aquila, va ancora considerata sub iudice. Al centro della contesa resta così il curriculum presentato da Santarelli e in base al quale la commissione gli ha assegnato il posto, ma che per Ruocco non andava considerato ai fini dell’attribuzione di punteggio perché irregolare. Sta di fatto, comunque, che il nuovo primario si è insediato nel reparto che, fino a eventuali provvedimenti contrari, deve guidare. Ad accompagnarlo c’erano il direttore generale della Asl Maurizio Di Giosia e la direzione medica del Mazzini. Santarelli ha visitato il reparto e le sale operatorie, facendo una prima ricognizione nella struttura in cui aveva lavorato anni fa, ai tempi della sua specializzazione.
«Il mio primo obiettivo è consolidare l’antica tradizione della Cardiochirurgia teramana, con progetti che mirino a confermare la sua posizione per far sì che i pazienti, abruzzesi e non solo, possano avere qui al Mazzini, come è sempre stato, un centro di riferimento», sottolinea il primario, «qui ci sono molti colleghi validi, che conosco, con cui avviare anche qualcosa di nuovo».
Soddisfatto Di Giosia. «Siamo contenti di accogliere Santarelli nella nostra azienda», afferma, «lo metteremo nelle condizioni di operare al meglio e consentire alla nostra Cardiochirurgia di tagliare molti nuovi e importanti traguardi: è una sfida che vinceremo. Il polo cardiologico è uno dei fulcri della sanità del nostro territorio, l’arrivo del nuovo direttore è un importante step per consolidare una scuola da sempre punto di riferimento nazionale». (g.d.m.)
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