CAPISTRELLO. Nessun colpevole per il lancio di monetine all’ex sindaco di Capistrello, Antonino Lusi, e la sua giunta. Il processo a carico dell’ex esponente di minoranza, Moreno Di Cintio, si è concluso con una assoluzione piena per tutti i capi d’accusa. I fatti risalgono al 2012. L’allora primo cittadino, fratello del senatore della Margherita, Luigi Lusi, fu bersagliato politicamente, tanto che parte della minoranza insorse e chiese le dimissioni sue e dell’amministrazione comunale. La maggioranza, dal canto suo, reagì convocando un’assemblea pubblica per spiegare ai cittadini la situazione. Fu proprio in quell’occasione che Di Cintio, secondo l’accusa, distribuì un volantino nel quale, secondo la tesi accusatoria, «offendeva l’altrui reputazione, in particolar modo del sindaco di Capistrello e dei componenti della giunta, il cui contenuto riportava le seguenti frasi: vergognatevi ci avete svergognato per tutta l’Italia andate via non vogliamo ladri in casa nostra, ricacciate i soldi che avete rubato, non basta quello che avete mangiato a Roma, volete mangiarvi anche Capistrello?». Sempre in quella occasione, rievocando lo storico episodio di vent’anni prima che vide protagonista Bettino Craxi all’uscita dell’hotel Raphaël di Roma, furono lanciate delle monetine «all’indirizzo del tavolo della presidenza, offendendo l’onore e il decoro dei relatori e dei presenti pronunciando le seguenti parole: ladri, siete dei ladri, vergogna ladri, ladri… i miei soldi… ladri». Di questo fu accusato il consigliere Di Cintio, ma anche il consigliere Aldo Pizzi. Qualche giorno dopo venne convocato un consiglio che sfociò in una diatriba tra la maggioranza e l’opposizione. In quell’occasione Di Cintio, sempre secondo l’accusa, «registrava e diffondeva sul sito web www.capistrellonews.blogs.it il proprio intervento, nel quale screditava il sindaco e la giunta con numerosi riferimenti alle vicende giudiziarie del senatore Lusi». Al termine del processo, il giudice Giampiero Lattanzio, ha assolto Di Cintio per i reati di diffamazione a mezzo stampa. In particolare, lo ha assolto per non aver commesso il fatto nell’ambito della vicenda sul volantinaggio e il lancio di monetine durante l’assemblea pubblica. E lo ha assolto perché il fatto non costituisce reato nell’ambito dell’intervento al consiglio comunale. Il reato di ingiuria a carico dell’attuale sindaco Francesco Ciciotti e dell’ex esponente di minoranza, Aldo Pizzi, venne successivamente depenalizzato e uscirono dall’inchiesta. (p.g.)