ORTONA . I pescatori di Ortona ormai sono all’esasperazione per l’aggravio dei costi ed i tagli concomitanti alla loro attività lavorativa. Di fatto, da inizio primavera il Ministero ha ridotto le giornate di pesca a 150 annue ed a questo taglio si devono aggiungere i ritardi sugli indennizzi per il fermo biologico ed un sistema a punti delle licenze di pesca che sostanzialmente li esclude dall’accedere ai benefici di settore in maniera praticamente sistematica. Per questo motivo nei giorni scorsi una rappresentanza dei marittimi ortonesi si è unita alle altre marinerie chiedendo interventi nel settore. «La politica deve dare il proprio contributo per trovare una soluzione a tale crisi», afferma l’avvocato Ilario Cocciola, che è anche candidato sindaco al Comune di Ortona, il quale da sempre assiste la categoria. «Non molto tempo fa il gasolio veniva pagato circa 40 centesimi al litro ed oggi supera di molto l’euro, dunque non è sufficiente il decreto approvato per sostenere il settore della pesca, che ha introdotto un credito di imposta del 20 % per l’acquisto di gasolio, poiché questo non blocca gli aumenti e non aiuta il settore».