PESCARA. Camerieri, baristi, aiuto cuoco, aiuto pizzaiolo e beach boys: a stagione avviata gli stabilimenti balneari sono ancora alla ricerca di personale, anche stranieri, da assumere subito o dopo un minimo di formazione professionale. E le società di salvamento cercano bagnini. Nei 148 lidi tra Pescara e Montesilvano (156 compresi quelli delle forze di polizia, carabinieri, vigili del fuoco e dell’esercito) ci sono almeno 300 posti di lavoro liberi per un compenso variabile dai 1000-1500 euro al mese e anche oltre, a seconda delle mansioni e delle ore lavorative.
Lo afferma Riccardo Padovano, presidente regionale di Sib Confcommercio, che precisa: «Le assunzioni sono regolari e i compensi secondo tabelle di legge. E coloro che hanno il reddito di cittadinanza, o compensi similari, si astengano dal chiederci il lavoro a nero perché non lo avranno mai».
Chiarita la questione, Padovano cerca soluzioni alla cronica carenza di organici, mai come quest’anno così sentita. «Siamo in un momento particolare», spiega, «tra pandemia, guerra e crisi economica, la difficoltà a reperire gli organici ci costringe a chiedere il doppio turno, mattina e sera, al personale già in servizio. E anche noi titolari entriamo nelle cucine e facciamo la sala, con grande sacrificio di tutti. Ma non rimandiamo indietro nessuno, cerchiamo di non far mancare nulla alla nostra clientela. Ci vorrebbero fondi straordinari governativi per gli imprenditori che assumono», esorta. «Abbiamo bisogno», continua il balneatore e rappresentante di categoria, «di camerieri, baristi, aiuto cuoco e aiuto pizzaiolo e ragazzi per la spiaggia. Anche stranieri, per i quali però dobbiamo spendere più tempo affinché imparino la lingua e i nostri metodi lavorativi. Siamo riusciti a collocare profughi ucraini in qualche stabilimento, ma in tanti hanno scelto di andare via da Pescara, quindi non è stato possibile assumerne altri. Fortunatamente, grazie alle società di salvamento, è garantita la sicurezza dei bagnanti con un gran numero di bagnini».
I posti di lavoro nel settore balneare ci sono, dunque, ma in pochi li vogliono. Colpa anche dell’assenza di corsi di formazione professionale. «Chiederemo alla Regione di ripristinare questi corsi», rilancia Padovano, «per ricreare e salvaguardare, come hanno fatto Emilia Romagna, Veneto e Liguria, queste figure professionali che sembrano scomparse. Anche noi di Confcommercio organizzeremo dei corsi, avremmo dovuto farlo durante la pandemia, siamo in forte ritardo», ammette. Alla ricerca di una settantina di bagnini tra i 16 e i 26 anni, la società di salvataggio “Angeli del mare”, fondata e diretta dai pescaresi Marco Schiavone e Carmen Padalino, che attualmente opera con 130 assistenti bagnanti dislocati lungo il litorale tra Abruzzo e Puglia, ma «ce ne occorrono almeno 200 per far fronte a tutte le richieste che ci stanno arrivando anche da Marche ed Emilia Romagna». Il compenso degli Angeli del mare varia dai 700 ai 1.400 euro mensili. Organici al completo alla Compagnia del mare-Lifeguard, capitanata da Cristian Di Santo, che annuncia: «Abbiamo notato una certa flessione nel reperimento del personale, ma attualmente copriamo l’Abruzzo con 300 bagnini operativi, tra i 16 e i 26 anni, metà dei quali in servizio lungo il litorale tra Pescara e Montesilvano, tantissime sono le ragazze. Abbiamo molte richieste per lavori nel Lazio e nei resort», il compenso varia dai 650 ai 1.500 euro. Chi vuole può ancora iscriversi nei rispettivi canali di comunicazione delle due società di salvamento pescaresi. Per cominciare a lavorare in questo periodo è necessario avere il brevetto di bagnino, «perché non c’è più tempo per la formazione che si fa in inverno», precisano Di Santo e Schiavone.