PESCARA. Tornano il caldo e l’afa e torna forte il rischio incendi. Su questo fronte, le prossime settimane si preannunciano bollenti. E per evitare disastri come quello dello scorso anno, dalla Pineta dannunziana ai roghi sulla Maiella, il prefetto Giancarlo Di Vincenzo ha convocato una riunione di coordinamento con tutti i vertici delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco, due giorni fa, per aumentare al massimo la vigilanza sul territorio e in particolare sui comportamenti inappropriati dei cittadini.
serve collaborazione
«Sul fenomeno degli incendi», spiega il prefetto, «l’attenzione è altissima. Il nostro obiettivo è quello di richiamare le persone al senso di responsabilità, cercare di sensibilizzarle». Anche per i vigili del fuoco del comando provinciale, coordinati da Daniele Centi, fondamentale è la prevenzione e, quindi, i comportamenti di ognuno. «Negli ultimi giorni», spiega l’ingegner Paolo D’Angelo, funzionario tecnico del comando, «abbiamo respirato, per la pioggia e il calo delle temperature, ma ci aspettiamo un’estate calda nel senso vero e proprio della parola. Le indicazioni che ci sono arrivate dicono di stare attenti e pronti. E noi lo siamo. Le squadre dedicate agli incendi boschivi, e in generale della vegetazione, sono state già definite. Se però c’è collaborazione anche da parte dei cittadini è meglio, perché i boschi sono di tutti. I comportamenti sono importanti. Dall’evitare di gettare mozziconi accesi nell’erba e tra le foglie secche del sottobosco, a non accendere fuochi quando c’è vento, ancora di più se caldo e comunque solo lì dove è consentito; a non lasciare braci e tizzoni accesi. Importantissimo anche in città mantenere pulite le aree verdi. Sfalciare erbacce e sterpaglie perché in caso di incendio facilitano la sua propagazione. I cittadini devono essere compatti in questo».
SQUADRE ANTINCENDIO
A livello di organizzazione, D’Angelo ribadisce che il comando è pronto ad affrontare qualsiasi criticità. «In Abruzzo sono state già attivate squadre di incendio boschivo dedicate. Dalla fine di giugno al 7-8 settembre abbiamo una squadra per comando solo per questo. Dal 10 al 20 agosto ce ne sarà una in più. Oltre alle squadre operative, abbiamo anche i dos, ossia i direttori delle operazioni di spegnimento, e sono due per comando. Si tratta di personale», sottolinea il funzionario, «formato proprio per gestire la strategia antincendio, che ha rapporti e coordina sia le squadre di terra che i mezzi aerei. La macchina prevede, in caso di ulteriore necessità, l’apporto dei volontari della protezione civile. In qualche caso è stato necessario far intervenire l’esercito, oppure colonne mobili da altre regioni. Lo scorso anno quando c’è stato l’incendio alla Pineta Dannunziana sono arrivate, ad esempio, colonne mobili da Toscana e Lazio. C’è tutto un coordinamento. L’importante per noi, è giungere sul posto il prima possibile. Prima arriviamo e prima riusciamo a domare l’incendio».
VIGILI DEL FUOCO, L’APPELLO
Anche in questo caso, per i vigili, diventa fondamentale l’apporto dei cittadini. «L’appello che facciamo è di allertare sempre. Chiunque veda qualcosa ce lo segnali». Massima attenzione, alle aree considerate più a rischio.
ZONE A RISCHIO
«La nostra priorità», spiega D’Angelo, «sono le zone con le abitazioni vicino a boschi, sottoboschi, vegetazione. In Abruzzo e nel Pescarese ci sono moltissimi comuni circondati da boschi, zone che chiamiamo d’interfaccia. Lo scorso anno abbiamo avuto un vasto incendio a Rosciano, con il fuoco sin sotto le case, ma anche a Città Sant’Angelo, a Farindola. Altre aree attenzionate sono quelle della Maiella, Bussi, Popoli, dove c’è tanto bosco e sono spesso difficili da raggiungere con squadre di terra». Il funzionario spiega che è già partita un’attività di monitoraggio e avvistamento, pianificata dalla Regione. «Ci sono squadre ad hoc che fanno questo e poi lo comunicano a noi vigili che dobbiamo essere sempre pronti ad affrontare qualsiasi situazione, e lo siamo, meglio ancora però se con la giusta attenzione dei cittadini».