TERAMO. Amava la famiglia, era un marito e padre affettuosissimo, il lavoro, era attento e professionale, e la moto con cui lo raccontano sempre prudente.
Dante Capretta, 63 anni, dipendente Anas, è morto cinque ore dopo l’incidente in cui sabato sera è rimasto coinvolto mentre era in sella sua Ducati a Colle Izzino di Bellante. Stava tornando a casa dopo aver fatto un giretto nella zona quando poco dopo le 22 ha perso il controllo del mezzo finendo a terra. I primi soccorsi sulla strada provinciale sono arrivati da alcuni automobilisti di passaggio che hanno subito chiamato il 118. Quando l’ambulanza è giunta le condizioni dell’uomo sono subito apparse molto gravi: il 63enne è stato trasportato all’ospedale Mazzini e ricoverato in prognosi riservata. È morto intorno alle 2 per i gravi traumi riportati.
Ancora da ricostruire la dinamica dell’incidente per cui sono in corso i rilievi dei carabinieri della stazione di Campli intervenuti sul posto sia nella nottata e sia nella mattinata di ieri per un nuovo sopralluogo con la luce del sole. Dai primi accertamenti i militari escludono il coinvolgimento di un altro mezzo nell’incidente (qualcuno che poi possa essere fuggito): tra le ipotesi oggetto di valutazione quella di un possibile attraversamento di qualche animale che potrebbe aver fatto perdere all’uomo il controllo del mezzo. Il 63enne nell’impatto ha riportato vari traumi, tra cui quello cranico. Il pm di turno Greta Aloisi non ha ritenuto necessario disporre l’autopsia e, dopo aver disposto un nuovo sopralluogo dei militari sul posto, ha riconsegnato la salma ai familiari. Questa mattina la salma dall’obitorio dell’ospedale di Teramo sarà portata nell’abitazione di famiglia a Bellante dove sarà allestita la camera ardente. I funerali si svolgeranno domani mattina a Bellante alle 10 nel cimitero.
Capretta, che tra qualche anno sarebbe andato in pensione, era sposato e padre di due figli grandi. Uno è titolare di una impresa di movimento terra e lavori stradali. A Bellante era molto conosciuto e benvoluto. «Un gran lavoratore», raccontano alcuni amici, «una persona sempre disponibile con tutti e pronta a dare una mano quando serviva. Era un grande appassionato di moto, ma era sempre molto prudente. Non correva mai, faceva sempre piano e questa tragedia della strada proprio non riusciamo a comprenderla»
Quello di sabato sera a Bellante è il secondo incidente stradale avvenuto nel Teramano nel giro di poche settimane che registra la morte di un centauro. L’ultimo appena dieci giorni fa sulla Bonifica del Salinello: nello schianto frontale tra una macchina e un grosso scooter è morto il 41enne teramano Federico Di Battista. (ha collaborato Alfonso Aloisi)
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