ANVERSA DEGLI ABRUZZI. Nemmeno l’autopsia scioglie i dubbi e resta ancora avvolta nel mistero la vicenda legata al corpo senza vita rinvenuto in un sacco a pelo, tra i cespugli ai piedi di un muretto nei pressi del sentiero che sale verso il borgo di Castrovalva. L’esame peritale, andato avanti per l’intera mattinata di ieri ed eseguito dall’anatomopatologo Pietro Falco, direttore della medicina legale della Asl Lanciano Vasto Chieti, non è riuscito a dipanare la matassa né a dare un volto e un nome al cadavere dell’uomo, confermando solo che si tratta di un anziano tra i 70 e gli 80 anni. Tant’è che il sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Sulmona, Edoardo Mariotti titolare del caso, ha disposto ulteriori esami per arrivare a chiudere il cerchio almeno per quanto riguarda l’identità dell’uomo.
Le risultanze dell’esame peritale, al momento, non hanno consentito nemmeno di scoprire se la morte sia sopraggiunta per cause naturali o provocata da terze persone, e non consentirebbero al momento di spostare le indagini su una direzione piuttosto che su un’altra. Anche se prende sempre più corpo l’ipotesi dell’omicidio, soprattutto in relazione al luogo in cui è stato ritrovato il cadavere, sotto un muretto di un tornante della strada che sale verso il borgo di Castrovalva. Insomma, secondo la procura l’uomo era già morto quando è stato portato nel posto dove è stato ritrovato, per caso, a distanza di una decina di giorni da due escursionisti diretti verso Castrovalva.
Dal terzo piano del palazzo di giustizia tutti mantengono le bocche cucite, anche perché avrebbero poco da dire alla luce dei pochi risultati ottenuti fino ad oggi per arrivare alla soluzione del caso. L’unica certezza è che la salma dell’uomo tuttora sconosciuto sarà trasferita dal SS. Annunziata di Chieti nella cella frigorifera dell’obitorio dell’ospedale di Sulmona, con la speranza di venire a capo della sua identità attraverso nuovi esami.
Si punta sulla comparazione del Dna di familiari di alcune persone scomparse nel Lazio sulle quali ci sarebbero dei sospetti. All’inizio si era parlato di un possibile viandante e senza tetto, ma tra le tante ipotesi avanzate fino ad oggi, non si esclude che il cadavere trovato il 30 luglio, scorso senza documenti addosso, possa appartenere a un pastore di nazionalità straniera. Ma anche su questa ipotesi vanno svolti ulteriori accertamenti. Il giallo non è stato risolto e, nei prossimi giorni, il sostituto procuratore Mariotti dovrà darsi molto da fare se vuole arrivare alla soluzione del caso.
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