TERAMO. È una sentenza destinata a fare giurisprudenza quella con cui il giudice onorario di tribunale Carla Fazzini ha condannato Enel Distribuzione a risarcire i danni provocati nello stabilimento di un piccolo imprenditore teramano delle continue interruzioni di energia. Nel corso della causa civile la società elettrica aveva eccepito «l’imprevedibilità e ineliminabilità dei disservizi distributivi».
Di diverso avviso il giudice che, dopo aver disposto una perizia tecnica, ha stabilito che «i blackout sono dipesi da problemi tecnici (una perdita di potenza con conseguente danneggiamento della scheda elettronica) il che esclude oggettivamente le pur paventate condizioni atmosferiche e cause di forza maggiore che avrebbero giustificato l’esclusione di qualsivoglia responsabilità in capo all’Enel». Così precisa la sentenza: «Non può applicarsi l’esimente del caso fortuito per tale intendendo un elemento imprevisto ed imprevedibile. E infatti l’Enel distribuzione è tenuta a garantire non soltanto la semplice utilizzabilità dell’energia ma, anche, e soprattutto la sicurezza dell’erogazione di essa. A tal fine le linee della tensione non devono soltanto essere oggetto di regolare manutenzione ma risultare, altresì, in concreto protette da meccanismi idonei e adeguati al caso concreto che garantiscano l’assenza di sbalzi di tensione». L’imprenditore (assistito dall’avvocato Daniele Di Furia) ha subito un’interruzione di produttività per circa 4 ore nei due giorni in cui ci sono stati i blackout per un totale di otto ore di fermo e la rottura di numerosi dispositivi tecnologici. «Dalla relazione del consulente tecnico», ha scritto il giudice, «è emerso che i danni subiti dalla società sono da considerarsi quali conseguenze connesse alle interruzioni di energia elettrica. Peraltro tali fenomeni di blackout si sono verificati due volte nell’arco di uno stesso mese sempre per motivi tecnici, motivo per cui si è indotti a ritenere che la ripetizione di tale evento a così breve distanza abbia fatto perdere allo stesso i caratteri aleatori conferendone nuovi di natura deterministica con effetti rilevabili e quantomeno minimizzabili con l’agire mediamente diligente». I danni subiti dalla società sono stati quantificati in 5mila euro e la sentenza è già esecutiva perché non appellata.
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