LANCIANO. Non ci sarà l’incidente probatorio nel garage-cantina in cui è stata trovata morta Annamaria D’Eliseo. Il gip del tribunale di Lanciano, Massimo Canosa, ha rigettato la richiesta avanzata tramite il proprio legale, l’avvocato Claudio Nardone, dal marito della donna, Aldo Rodolfo Di Nunzio, indagato per omicidio volontario. Questo non significa che la rimessa della villetta di contrada Iconicella, dove lo scorso 15 luglio la 60enne collaboratrice scolastica è stata trovata senza vita con dei cavi elettrici intorno al collo, non sarà passata nuovamente al setaccio in cerca di risposte sul giallo della sua morte. La Procura di Lanciano aveva già fissato per venerdì 29 luglio il sopralluogo nel garage-cantina, attiguo all’abitazione di famiglia. A farlo saltare, appunto, era stata la richiesta di incidente probatorio depositata al gip dall’avvocato dell’indagato, probabilmente anche allo scopo di prendere tempo. A seguito del rigetto dell’istanza, la Procura potrebbe tornare all’idea originaria.
Dopo questo stop provvisorio, adesso le indagini sulla morte di Annamaria D’Eliseo possono andare avanti. Sulla morte della collaboratrice scolastica sono ancora due le ipotesi in piedi: il gesto estremo, come sostiene il marito di Annamaria, e l’omicidio, come hanno sospettato fin dall’inizio Procura e carabinieri di Lanciano. I segni sul collo della vittima e un primo esame nella rimessa della villetta avevano fatto emergere i primi dubbi degli investigatori sulla ricostruzione data dall’ex vigile del fuoco 70enne, descritto da familiari e amici della donna come un marito-padrone. Era stato lui, alle 13.08 del 15 luglio, a dare l’allarme: al telefono con il 112 aveva detto di aver trovato, scendendo nel garage, la moglie appesa per il collo e di averla deposta a terra nel tentativo di salvarla. L’indagato avrebbe parlato di un gancio, a cui erano appesi i cavi elettrici con cui la donna avrebbe messo in atto il proposito suicidario, ma il punto preciso non sarebbe stato individuato. Sono attesi nei prossimi giorni anche i risultati delle ulteriori analisi di laboratorio, in particolare sul solco rinvenuto sul collo della vittima, chiesti in sede di autopsia dal consulente della Procura, il medico legale Cristian D’Ovidio, ed eseguiti all’università di Chieti. L’esame tecnico, svolto il 21 luglio all’ospedale di Fermo, nelle Marche, non aveva infatti fugato tutti i dubbi sulla morte per asfissia di Annamaria D’Eliseo.