VASTO. Sono trascorsi sei mesi dalla scomparsa di Nicola Basilico, 55 anni di Gissi, dalla struttura Santa Chiara di Vasto marina in cui era ricoverato da due anni. La sorella Rosanna non si dà pace e ha deciso di proseguire le ricerche. Non è sola. A supportarla ci sono il legale di famiglia, l’avvocato Maria Assunta Pomponio e la dottoressa Alessia Natali dell’associazione Penelope. La scomparsa di Basilico è diventata un giallo. Grazie alle telecamere di un’officina meccanica che si affaccia sulla statale Adriatica, c’è però una certezza: «L’obiettivo il giorno della scomparsa ha ripreso diversi veicoli che raggiungevano o lasciavano la struttura, ma non mio fratello. Nicola non è arrivato sulla Statale», insiste la donna, «essendo malfermo ed evidentemente sofferente, oltretutto non sarebbe andato lontano».
Tante le ipotesi. C’è anche chi azzarda che Basilico potrebbe essersi nascosto su un mezzo pesante passato dall’istituto. L’associazione Penelope è pronta a supportare ancora le ricerche e a verificare l’attendibilità di ogni ipotesi, senza nulla escludere. «Ad oggi», spiega l’avvocato Pomponio, «non abbiamo nessuna novità nelle indagini, né sappiamo se la procura ha iscritto qualcuno sul registro degli indagati. La struttura che ospitava Nicola si è blindata sotto ogni aspetto, anche attraverso sistemi di videosorveglianza e chiusure automatiche dei cancelli».
Il 13 luglio scorso, giorno della scomparsa, i cancelli pare fossero aperti. «La struttura», ricorda Rosanna Basilico, «ha dichiarato che mio fratello si è allontanato tra le 9.15 e le 9.30. Il termometro segnava 40 gradi. Nelle sue condizioni avrebbe potuto fare pochi metri. Non appena è arrivata la segnalazione della scomparsa ci siamo attivati tutti, abbiamo utilizzato dei droni. La zona è stata battuta da carabinieri, vigili del fuoco, volontari della protezione civile di Gissi e la protezione civile di Vasto. È stato impiegato anche un cane per la ricerca di cadaveri. Purtroppo l’animale si è ferito e le sue ricerche sono durate solo un giorno. È stato fatto di tutto», si dispera Rosanna, «sono stata supportata dall’associazione Penelope che mi ha aiutato anche con la trasmissione “Chi l’ha visto?”. Eppure mio fratello sembra essere stato rapito da un ufo, ma io non credo agli ufo. Va detto che non ha toccato un euro del suo conto e questo è accertato dal suo tutor, l’avvocato Maria Sichetti. Se è morto, il suo corpo deve essere da qualche parte. Questa situazione», conclude la donna, «ha sconvolto la mia vita e quella della mia famiglia. Non potrò mai ringraziare abbastanza il sindaco di Gissi, Agostino Chieffo per i ripetuti appelli che ha lanciato. Io sono distrutta ma comunque continuerò a cercarlo perché un essere umano non può sparire nel nulla».
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