PESCARA. È rinchiuso nel carcere di San Donato, in attesa che i suoi legali depositino il ricorso al tribunale del Riesame di Napoli, Massimo Ballone, il bandito laureato di 61 anni, arrestato una settimana fa con l’accusa di di far parte di una associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, a capo della quale vi era il boss Raffaele Imperiale. Al gip del tribunale di Napoli Linda D’Ancona, che venerdì scorso l’ha interrogato in videoconferenza, ha detto di non far parte di nessuna organizzazione e subito dopo si è avvalso della facoltà di non rispondere. L’istanza al Riesame sarà incentrata sulla legittimità delle chat criptate, anche in relazione alla legislazione internazionale, e sull’esistenza del rapporto associativo che, per la difesa, non esiste. Davanti al gip è rimasto in silenzio anche Carmine Amedeo Cappelletti, 69 anni di Avezzano. Per gli inquirenti, mentre Cappelletti trasportava la droga, Ballone la custodiva insieme ai soldi. «Agendo da Pescara», dicono gli atti dell’inchiesta, «provvede alla custodia dei carichi che gli vengono consegnati dal calabrese Giuseppe Mammoliti e alla distribuzione della droga a Pescara e nei comuni limitrofi». Dall’analisi dei messaggi acquisiti su Sky Ecc viene fuori che, dal 27 dicembre 2020, Ballone aveva messo su una trattativa con una persona non ancora identificata per la cessione di droga, definita “reato”, a San Giovanni Teatino. Nei messaggi concorda la consegna di “reato” con l’invio «dell’auto Classe B», ossia quella di Cappelletti. L’acquirente si lamenta del confezionamento: «Sigillo e forma pessimo. Puzza di acetone a non finire». (a.d.f.)