TERAMO. Preoccupa la carenza del personale nelle aziende turistiche del Teramano, che minaccia la stagione estiva. Il presidente regionale di Assoturismo – Confesercenti Gianluca Grimi sottolinea come il problema della copertura dei posti di lavoro stagionali metta a serio rischio i consumi in alberghi, stabilimenti balneari, villaggi turistici e in tutta la filiera del turismo in generale. Così Grimi: «Se a livello nazionale si stima una mancanza di 350.000 lavoratori, con una conseguente perdita di sei miliardi di Pil, i numeri locali riflettono questa situazione ma con un’aggravante: la stagione estiva da noi è davvero breve, e un lavoro che dura solo 60 giorni non lo si può definire tale, ma solo un riempitivo, un arrotondamento del reddito o poco più».
La difficoltà nel reperire personale, secondo il presidente di Assoturismo, non ha solamente a che fare con il reddito di cittadinanza, ma sembra avere origini molteplici. «Il tema va affrontato in maniera pragmatica e non demagogica», dice Grimi, «il reddito di cittadinanza c’entra, ma non è il punto dirimente: ogni lavoratore stagionale del settore percepisce una media di 1.400 euro per tre mensilità, e questo ci porta a un reddito di 4.500 euro circa, che arriva a 5.000 con la liquidazione. A ciò si aggiunge la Naspi (o disoccupazione speciale), per cui un lavoratore stagionale arriva a percepire mediamente un totale di 7.000 euro. Non occorre un genio per comprendere che il reddito d’inclusione (Rei) provvede alle stesse cifre, con tutte le conseguenze del caso: risulta perciò evidente che andrebbero fatte alcune modifiche. Ma il vero tema generale è il costo del lavoro, che è altissimo per le aziende e non si riflette sui lavoratori, e questo non si risolverà sicuramente per mezzo di diatribe politiche sul Rei, mettendo gli uni contro gli altri».
In particolare, Gianluca Grimi fa riferimento a un post apparso alcuni giorni fa, sul profilo Facebook dell’assessore pinetese Filippo Da Fiume: «L’assessore comunale di Pineto ha attaccato e deriso le imprese: non è questo il modo di agire. Il problema è assai più ampio e investe le aspettative dei ragazzi che si trovano ad affacciarsi sul mondo del lavoro; e di questo dovrebbe occuparsi la politica locale», afferma il presidente di Assoturismo, che evidenzia: «Nel Teramano mancano le prospettive che non sappiamo dare, c’è incapacità di agganciare il mondo del turismo vero, che non può essere questione di 60 giorni all’anno. Occorrono interventi che vanno al di là delle promozioni a intermittenza sul nostro territorio». E conclude: «Il problema del lavoro esiste, e dovrà essere affrontato a livello nazionale, ma dal canto nostro, in provincia e regione, non investiamo adeguatamente sul settore, non facciamo altro che far capire ai nostri ragazzi che la strada per il successo professionale è altrove».
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