Adesso è ufficiale: non ci sarà l’aumento monstre di quasi il 35% dei pedaggi lungo le autostrade A24 e A25 previsto – in quanto automatico – da domani. Il Governo ha infatti deciso di sospendere il rincaro per decreto, rinviandolo a inizio 2023. La decisione dell’esecutivo è arrivata dopo che la stessa società concessionaria Strada dei Parchi si era resa comunque attivata per stanziare i fondi necessari per bloccare l’aumento.
Ma se il Governo non interverrà con urgenza, rischiano di aumentare da domani i pedaggi lungo i tremila chilometri di rete gestita da Autostrade per l’Italia, compreso quindi il tratto abruzzese della A14. Il rincaro, anche in questo caso automatico, sarebbe del più 1,5%.
I trasportatori e i consumatori abruzzesi, pur esultando per lo stop all’aumento dei pedaggi lungo A24 e A25, giudicano «inaccettabile» quello della A14, che arriva ad aggiungersi al rialzo esorbitante del costo dei carburanti.
A24 E A25, AUMENTI SOSPESI
È il decreto Trasporti, firmato e pubblicato negli ultimi giorni, a ufficializzare lo stop agli aumenti su A24 e A25. Si legge nel testo del Governo, che cita anche la questione in ballo della rescissione della concessione autostradale: «Al fine di contenere gli oneri finanziari a carico dell’utenza, dal 1° luglio 2022 al 31 dicembre 2022 e comunque non oltre la conclusione della verifica della sussistenza delle condizioni per la prosecuzione dell’attuale rapporto concessorio delle autostrade A24 e A25, ove tale conclusione sia anteriore alla data del 31 dicembre 2022, è sospeso l’incremento delle tariffe di pedaggio delle autostrade A24 e A25. Per la durata del periodo di sospensione, si applicano le tariffe di pedaggio vigenti alla data del 31 dicembre 2017».
Commentano da Strada dei Parchi, da anni in un braccio di ferro con il Governo: «Fa pensare che sia stata proprio il nostro impegno a bloccare gli aumenti a spingere il Governo a decidere per questa misura. Se l’esecutivo non fosse intervenuto, infatti, sarebbe stato il secondo stop consecutivo degli aumenti a spese del concessionario». La differenza è sostanziale: se la decisione fosse stata unilaterale da parte della società, questa avrebbe dovuto mettere a bilancio i mancati guadagni dovuti ai rincari; essendo lo stop governativo, invece, è lo Stato che se ne fa carico.
«Nel frattempo non abbiamo ricevuto alcun tipo di risposta su altre questioni dal Governo, nemmeno sulla nostra richiesta di rescindere a concessione», continuano da Strada dei Parchi, «non capiamo quindi il Governo cosa intenda fare. Questo provoca incertezza, bloccando i lavori per la messa in sicurezza anti-sismica, ma anche sulle reti contro l’attraversamento degli animali, contro le frane e sull’acquifero del Gran Sasso. Ma blocca una soluzione anche sulla questione delle tariffe».
RINCARI IN A14, RESTA POCO TEMPO
Già da domani potrebbero invece aumentare i pedaggi lungo la A14, a meno di un intervento di stop da parte del Governo. «In merito alla notizia sulle previsioni di aumento del pedaggio, Autostrade per l’Italia ribadisce che è in corso un’istruttoria in sede ministeriale e dunque, come specificato dall’amministratore delegato Aspi Roberto Tomasi, non ancora deliberata dalle istituzioni preposte», scrive Aspi, continuando: «Già inserita nel Piano economico e finanziario di Autostrade per l’Italia, questa rimodulazione prevede un aggiornamento calmierato del più 1.5% del pedaggio, dopo un periodo di blocco tariffario durato 4 anni, a partire dal 2018. Si chiarisce inoltre che la revisione tariffaria, essendo già inserita nel Pef, è precedente e dunque non è consequenziale all’attuale incremento dei costi dei materiali». Dell’aumento ha parlato anche lo stesso Tomasi: «Parliamo veramente di poco, ne stiamo discutendo in questa fase con il ministero». Poi ancora sui rincari delle materie prime: «È un problema serio, in questi primi sei mesi noi abbiamo avuto un incremento importante in termini di costi dei materiali che varia dal 20 al 30% mediamente».
LE REAZIONI
«Positiva la conferma del blocco degli aumenti lungo A24 e A25, si aggiunge a quello già deciso da Strada dei Parchi. Però si sta andando avanti solo di proroga in proroga:chiediamo sicurezza e tariffe calmierate e che tutti si siedano intorno a un tavolo», dice il coordinatore regionale della Fita Cna dei trasportatori William Facchinetti, continuando: «La decisione di Aspi invece è inaccettabile: anche se l’aumento è minimo, a pagare sono ancora una volta gli autotrasportatori e le imprese. L’aumento arriverebbe poi proprio con il rincaro della benzina e su arterie in cui si vive il costante problema dei disagi dovuti a cantieri. Questo, mentre ancora non si vedono i ristori del Governo e i rimborsi di Autostrade per l’Italia per i disagi».
Commenta invece Vittorio Ruggieri, presidente del Codacons Abruzzo. « Siamo estremamente soddisfatti per lo stop agli aumenti lungo A24 e A25, che è la più utilizzata dai pendolari. Sulla rete di Aspi, A14 in primis, vediamo invece l’ennesima speculazione: non è un caso che gli aumenti sono previsti proprio ora che le famiglie vanno in vacanza. È proprio come l’aumento della benzina, che è arrivata a costare oltre due euro al litro senza una vera ragione».