LANCIANO. «Restano pochi posti per i decessi nel cimitero centrale di via Della Pace, bisogna accelerare con i lavori di ampliamento del blocco 15 altrimenti a breve saremo senza». Era l’allarme lanciato nei mesi scorsi da Alessandro Di Martino, presidente della Anxanum multiservizi intercomunali Spa che gestisce il camposanto, ribadito oggi e raccolto dalla giunta Paolini che, da appena insediata, si sta occupando del problema. Una carenza che fa ancora più paura alla luce dei dati demografici che indicano una popolazione in calo (34.249 abitanti) soprattutto per l’aumento dei decessi: ben 465 nel 2022. Un numero mai registrato prima – la media è di 360-370, 400 negli ultimi due anni di Covid – che ha colpito lo stesso sindaco Filippo Paolini, intenzionato a indagare con la Asl le cause di tanti decessi che non riguardano solo anziani, e preoccupato anche per la carenza posti nel cimitero sotto pressione da tempo.
«Questa amministrazione si è dovuta muovere subito per fronteggiare l’esigenza di tumulazioni per decesso “avvenuto” non avendo più nessuna disponibilità», ha sottolineato il sindaco anche nella conferenza di fine anno. «In accordo con l’Anxam abbiamo dovuto destinare loculi del blocco 2 bis (costruiti dall’ex giunta Pupillo, ndc), per i decessi “avvenuti”, trovare altri posti, 17, nei vari blocchi del cimitero, e abbiamo eseguito la progettazione esecutiva dell’ampliamento del blocco 15 per la realizzazione di nuovi loculi attesi dal 2018. Al cimitero teniamo e infatti abbiamo anche fatto la gara da 80.000 euro per la realizzazione dell’impianto lampade votive per il blocco 2 bis che non erano state previste».
«I lavori per le lampade sono in corso», precisa Di Martino, «affidati alla ditta Andreoli. Con gli allacci per il fotovoltaico completiamo la parte “elettrica” ma il problema maggiore è quello della mancanza di posti. Siamo in sofferenza e andremo in emergenza a breve se i numeri dei decessi crescono e i lavori per i loculi non partono. Ringrazio gli uffici ambiente e lavori pubblici per quanto stanno facendo, ma servono urgentemente i lavori al blocco 15, e prevedere altri spazi per nuove costruzioni per decessi “avvenuti”, cosa non fatta finora».
Costruito nel 2009, il blocco 15 sarà alzato con altri 180 loculi. Lavori da 380mila euro (prezzi saliti dall’estate) attesi dal 2018 e che non sono neanche risolutivi. Alla luce dei 400 morti annui, contando anche chi un posto l’ha acquistato, 180 loculi finiranno in poco tempo. La cremazione? «Abbiamo ripreso lo studio fatto dall’Anxam nel 2018, che prevede l’impianto di cremazione vicino al blocco 2 bis, e lo stiamo perfezionando», chiude Di Martino, «ma occorrono nuove costruzioni per i decessi avvenuti, oltre al completamento dei loculi e dell’obitorio dietro la nuova chiesa».
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