L’AQUILA. A esultare per il pronunciamento della Corte Costituzionale sono innanzitutto le associazioni ambientaliste, che avevano fatto loro la battaglia contro la riperimetrazione del Parco Sirente Velino. «Il taglio del Parco è illegittimo. Il pronunciamento salva molte migliaia di ettari di territorio protetto che la Regione Abruzzo aveva eliminato», così il Wwf Abruzzo, continuando: «Le Associazioni ambientaliste avevano creato una grande mobilitazione contro l’incomprensibile e scellerata decisione della giunta regionale, lanciando una petizione online che ha raggiunto più di 125mila firme, raccogliendo l’appello di 50 personalità della scienza e della cultura abruzzesi e italiane. Nonostante questo, la Regione è rimasta sorda agli appelli. Ora la sentenza dà una sonora batosta all’amministrazione regionale che pensa di ridurre i confini di un’area protetta, mentre gli obiettivi comunitari chiedono esattamente il contrario». Sulla stessa linea la stazione ornitologica abruzzese: «Migliaia di ettari tornano protetti, buona giornata per la natura abruzzese ed europea».
Diverse anche le reazioni politiche. Il Partito democratico è intervenuto innanzitutto con il segretario regionale e senatore Michele Fina: «La decisione era figlia di un’improvvisazione incompetente. Certamente i sindaci hanno raccolto un comprensibile disagio di fronte a inefficienze nella valorizzazione e nel sostegno al parco regionale. Ma la risposta non era e non è la riperimetrazione». Ma anche con il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci: «Quando le cose si fanno coi piedi e con ostinata ignoranza e cattiveria, fanno la fine che meritano. Dopo la bocciatura del governo arriva dalla Consulta la sentenza che mette una pietra tombale sull’assurda “riperimetrazione” del Parco Sirente-Velino. L’assessore Emanuele Imprudente ha dedicato quasi esclusivamente la sua attività in questi anni a ridurre l’area protetta, incurante di critiche, suggerimenti, proposte alternative, emendamenti e delle firme raccolte da migliaia di cittadini. Per questo deve chiedere scusa e restituire la delega all’ambiente».
Sulla questione dicono la loro Pierluigi Iannarelli ed Enrico Perilli del circolo Sinistra Italiana L’Aquila: «Una vittoria annunciata, ci aspettiamo che il presidente del Parco chieda scusa a tutti. Chieda scusa e, visto che ha contribuito alla formulazione stessa della legge, ne tragga le dovute conseguenze».(l.t.)