L’AQUILA. «Gli indagati sono pericolosi: si sono posti come promotori della folla contro le forze dell’ordine». Inoltre c’è il pericolo di reiterazione «di delitti della stessa specie», in relazione a «un fatto connotato da elevata violenza esercitata sulla polizia giudiziaria intervenuta, che mostra un totale spregio dell’Autorità». Così il giudice per le indagini preliminari del tribunale dell’Aquila Giovanni Spagnoli ha tratteggiato, nell’ordinanza di convalida dell’arresto, il profilo di Moreno Goman, di 29 anni, e del cugino coetaneo Rodrigo Flores Goman, arrestati per resistenza aggravata nella notte tra venerdì e sabato scorsi in piazza Santa Maria Paganica. Tuttavia il giudice ha disposto una misura meno afflittiva degli arresti domiciliari, applicando nei loro confronti l’obbligo di dimora con divieto di allontanarsi dall’abitazione dalle 20 alle 7 per Moreno Goman e dalle 23 alle 7 (per documentati motivi di lavoro) per Rodrigo Flores Goman. I due hanno anche l’obbligo di presentarsi per due volte al giorno alla polizia giudiziaria. Respinta la richiesta del pubblico ministero, il quale aveva chiesto che venissero mantenuti per entrambi i domiciliari.
la notte di follia
L’udienza di convalida ha ripercorso ora per ora la notte di follia nel cuore della città, tra la sede del Maxxi – che ha anche allestito un’installazione esterna – e le rovine della chiesa capoquarto di Santa Maria Paganica ancora in attesa dell’avvio del cantiere a tredici anni dal terremoto. Secondo gli atti dell’inchiesta un gruppo di circa 15 giovani ha usato violenza e minaccia nei confronti delle forze di polizia che stavano identificando, intorno alla mezzanotte di venerdì, gli autori di una rapina. Durante l’intervento nella piazza sono stati riscontrati gli episodi di vandalismo dei palazzi circostanti, con lanci di bottiglie di vetro contro i muri. Secondo i verbali di arresto i militari sono stati accerchiati «da tutti i presenti con fare minatorio e aggressivo al fine di consentire e agevolare la fuga dei Goman, cosa che comunque non accadeva per l’arrivo dei rinforzi». Inoltre, «insieme agli altri coautori non ancora identificati, i giovani tentavano di bloccare fisicamente gli operanti con forti spintoni e spallate, offendendo e minacciando gli operanti» tra i quali anche il capitano della Compagnia dei carabinieri Michele Massaro, «che a più riprese tentavano di colpire con calci e pugni».
in caserma
Uno dei due indagati – i quali hanno negato ogni addebito, affermando di essere intervenuti a difesa di un giovane accerchiato da persone adulte che, a loro dire, non erano riconoscibili come carabinieri in quanto in borghese – ha riferito vicende che sarebbero avvenute in una fase successiva rispetto all’arresto. Ma, anche in questo caso, il giudice per le indagini preliminari ha ritenuto di non aderire a questa versione dei fatti, ai quali viene tuttavia dedicato un altro passaggio dell’ordinanza di convalida dell’arresto. «Il feroce pestaggio narrato da Rodrigo Flores Goman appare incompatibile sia con il referto dei medici intervenuti nell’immediatezza dei fatti nella caserma dei carabinieri sia con il referto di pronto soccorso prodotto dal pm e dalla difesa, eseguito alle 7,11 del 23 luglio 2022, le cui risultanze appaiono piuttosto ben compatibili con la resistenza all’arresto contestata dal pubblico ministero». Tuttavia uno dei due giovani, che è in possesso di un referto medico, mentre l’altro, ugualmente ferito, non ha fatto ricorso alle cure, sarà sottoposto, nelle prossime ore, a un ulteriore accertamento di carattere diagnostico al fine di verificare l’eventuale presenza di segni, traumi e lesioni, la cui compatibilità con quanto accaduto nella notte tra venerdì e sabato è tutta da dimostrare. I due cugini sono assistiti dagli avvocati Guglielmo Santella e Giulio Michele Lazzaro.
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