PESCARA. Chiede risposte, il sindaco Carlo Masci. E le chiede al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese in termini di dotazione di personale delle forze dell’ordine, nella speranza che l’assassino che ha agito due sere fa venga individuato e catturato. Masci ha raggiunto via Ravasco, lunedì sera, dopo l’omicidio, insieme a diversi cittadini che hanno voluto capire di persona, vedere la scena del crimine. E ieri mattina era di nuovo lì, dove è stato ucciso Walter Albi ed è stato ferito in maniera gravissima Luca Cavallito, che stava per cenare con l’amico nella veranda del Bar del parco. Masci chiede un controllo più capillare del territorio, ma servono altri uomini per raggiungere un obiettivo del genere. E si augura che una decisione in questo senso venga presa con tempi celeri.
«Una risposta rapida, efficace e doverosa deve essere fornita dalle istituzioni ai più alti livelli nazionali e dalle forze dell’ordine alla comunità pescarese dopo il fatto di sangue di lunedì», scrive Masci in un lungo intervento, una riflessione sui fatti delle ultime ore ma anche un modo per indicare una possibile via di uscita rispetto alla escalation di violenza che si è manifestata in una calda sera d’estate.
L’agguato avvenuto al bar rappresenta, prosegue il sindaco, «un evento del tutto alieno alla storia di questa città e un preoccupante campanello d’allarme da non sottovalutare in alcun modo e sotto nessuna forma. Pescara non può essere ostaggio di una violenza omicida che si è manifestata con tutte le caratteristiche di una lucida e spietata esecuzione criminale».
La questione dei controlli da rafforzare, che è parallela a quella del personale dalle forze dell’ordine da potenziare, è stata già posta. Se ne era discusso nell’ultima riunione del Comitato per la sicurezza pubblica, prima dell’omicidio. In prefettura «si è parlato chiaramente», prosegue il sindaco nel suo intervento, «della necessità di una maggiore presenza sul territorio, a fini preventivi e repressivi, superando l’ostacolo della scarsità di personale e la difficoltà di avere più agenti in strada a tutela dell’ordine pubblico. Il ministero dell’Interno» – questa la richiesta di Masci – «intervenga adesso con prontezza per bloccare sul nascere il primo segnale di deriva al quale non possiamo assistere passivamente. I cittadini pescaresi chiedono più sicurezza, non da oggi e neppure da ieri. La sicurezza è un fattore reale e ha un aspetto non trascurabile nella percezione che se ne ha. Pescara è una città complessa, con presenze giornaliere che triplicano quelle dei residenti, che vive giorno e notte e che nella sua vitalità ha una delle chiavi del successo e dell’attrattività: questo prezioso patrimonio sociale di una città in crescita e sviluppo in tutte le sue componenti, non va assolutamente disperso, né si può tollerare che fatti di cronaca nera come quelli di lunedì possano bollare una comunità sana e operosa. Dove ci sono socialità diffusa e solarità di rapporti non possono e non devono esserci nicchie di malaffare e zone d’ombra. Il Comune sta svolgendo al meglio il suo ruolo», sostiene il sindaco, «lavorando sul disagio sociale, sul recupero e sul coinvolgimento delle periferie e del centro in un progetto inclusivo di città più vivibile, più bella e più accogliente, ma è indispensabile che lo Stato e suoi organi territoriali diano una risposta forte alla gente onesta in materia di sicurezza, secondo precise competenze istituzionali. Reitererò pertanto la richiesta di un più capillare presidio del territorio, appellandomi direttamente al ministro dell’Interno, con l’auspicio che l’assassino venga presto arrestato e consegnato alla giustizia». (f.bu.)