MONTESILVANO. Una petizione mandata al prefetto Giancarlo Di Vincenzo, al sindaco di Montesivano Ottavio De Martinis e al sindaco di Pescara Carlo Masci e all’assessore alle Politiche della casa Isabella Del Trecco. Le firme sono quelle degli inquilini abusivi del palazzone di via Lazio 61, lo stabile dichiarato inagibile da De Martinis. Sabato scorso è scaduto il termine per lasciare gli alloggi: nel palazzo ci sono ancora venti famiglie negli appartamenti di proprietà del Comune di Pescara.
Secondo l’amministrazione montesilvanese, quel palazzo è a rischio a causa dei tubi del gas, dei fili della corrente e poi per la presenza di troppi topi e piccioni, insieme ai cumuli di rifiuti, che rappresentano, così recita un verbale della Asl di Pescara, «una minaccia sanitaria oltre che per gli occupanti il palazzo anche per l’intero quartiere». Nella serata del 20 giugno scorso, l’ultimo rogo di rifiuti abbandonati con l’intervento dei vigili del fuoco.
I residenti del palazzo ora chiedono «in primo luogo l’assegnazione di una casa parcheggio e, in subordine, una proroga ove possibile fino al mese di settembre». In base a quanto riferito dagli inquilini abusivi, quasi nessuno sarebbe riuscito a trovare una sistemazione alternativa perché a Montesilvano gli appartamenti sarebbero già pieni di turisti. La petizione degli inquilini recita così: «Il Comune di Pescara ci ha intimato di sgomberare gli appartamenti entro il 25 giugno senza trovarci un alloggio alternativo per essendo tutti gli occupanti famiglie che vivono un disagio sociale. Alcuni dei nuclei familiari, nonostante il massimo impegno profuso, sono riusciti a trovare disponibilità di appartamenti solo dal mese di settembre 2022 in quanto tutti gli immobili sono affittati ai turisti e altri saranno costretti a vivere per la strada».
Ma da oggi in poi potrebbe scattare un’operazione interforze per lo sgombero coatto dell’edificio: «Subito dopo lo sgombero», questo il piano anticipato nei giorni scorsi dall’assessore pescarese Del Trecco, «pubblicheremo l’avviso per la vendita della nostra porzione di edificio al prezzo a base d’asta di un milione e 400mila euro».
Dalle parole del consigliere montesilvanese con delega alla sicurezza Marco Forconi non emerge spazio per proroghe: «Non ci saranno ulteriori preavvisi ma solo un massiccio e chirurgico uso della forza pubblica, che potrebbe avvenire in qualsiasi momento», ha commentato, «tutti gli appartamenti saranno murati con elettrosaldatura e gli interni saranno completamente distrutti in maniera tale da renderli inabitabili. Gli allacci saranno divelti e sarà impossibile utilizzare qualsiasi fonte energetica alternativa, anche esterna». Forconi ha anticipato: «Il decoro dell’area esterna sarà ripristinato e il Comune di Pescara venderà la sua proprietà con base d’asta per un milione e 400mila euro. A nessuno degli abusivi sarà consegnato un alloggio, nemmeno provvisorio». (p.l.)