PESCARA. Arriva oggi il grande giorno per l’inchiesta sulle presunte gare pilotate alla Asl di Pescara. L’ultimo dei cinque arrestati, l’imprenditore Vincenzo Marinelli, 86 anni, al centro di questa maxi indagine in cui ruotano una cinquantina di indagati (quella appena conclusa è soltanto la prima tranche), oggi dovrebbe presentarsi davanti al gip Antonella Di Carlo per l’interrogatorio di garanzia. Ma è praticamente certo che, come tutti gli altri quattro che lo hanno preceduto (Graziano Canonico, Fabio Tonelli, Antonio Verna e Tiziana Petrella), si avvarrà della facoltà di non rispondere.
LA VISITA Ma per oggi la presenza di Marinelli è in dubbio. Ieri il suo legale, Augusto La Morgia, ha ottenuto dal giudice l’autorizzazione a far visitare Marinelli, per cui potrebbe essere il preludio ad un’assenza giustificata anche perché, chi conosce Marinelli sa che è difficilmente contenibile nelle sue esternazioni quindi potrebbe rendere ancora più gravoso il compito del suo avvocato.
INCONTRI IN STUDIO Anche perché dentro al suo ufficio di via Balilla, sembra siano passati in tanti: politici, dirigenti e funzionari Asl, medici dell’ospedale e via discorrendo. Singolare il fatto che non è mai l’imprenditore che va a chiedere, ma sono gli altri che lo vanno a trovare nel suo ufficio, ovviamente senza sapere che è una sorta di sala d’ascolto della procura. E questo vale sia per la dirigente Petrella, ma anche per i vari politici, anche loro indagati nella stessa inchiesta. Parliamo di Federica Chiavaroli, ex sottosegretario alla Giustizia, che mette a disposizione la sua struttura per ospitare un incontro tra Silvia Marinelli e il direttore del laboratorio analisi cliniche, Giancarlo Di Iorio, presente in una commissione di gara che interessava Marinelli. Ecco il resoconto delle intercettazioni riportate negli atti d’indagine: «Adesso ti volevo dire il problema che ti aveva accennato anche Silvia», dice Marinelli, «che è Di Iorio. Adesso il Tar ci ha dato ragione ma lì alla Asl hanno rinominato la stessa commissione, quella che si è pronunciata verso la Roche e non verso Abbott (che è la società che interessava Marinelli, ndc)». E Chiavaroli gli risponde: «Che devo fare? Chi è la commissione?»; e Marinelli: «C’è Di Iorio… secondo me è sempre Di Iorio che dà le carte»; «Allora, Di Iorio», dice Chiavaroli, «che rapporto ho io con Silvia lo sa benissimo, li ho fatti incontrare pure loro da me»; e Marinelli le conferma che proprio per questo si era rivolto a lei: «Digli che deve dare ragione a noi perché sennò andiamo in tribunale»; «Vabbè ma io con Giancarlo ci parlo», dice Chiavaroli. E Marinelli precisa: «A Claudio non ce lo mettere in mezzo. A me Claudio mi interessa per la cosa grossa per l’oncologia di Chieti».
LE GARE DI PETRELLA A gennaio 2020 è invece Lorenzo Sospiri, presidente del consiglio regionale, ad andare da Marinelli. In questo caso l’argomento è la Petrella e la sua ambizione a ricoprire ruoli di primo piano nella Asl: nello specifico quello di direttrice dell’Aric. Marinelli lo avverte che su Petrella circolano delle «lettere di chi vince» in relazione alla gara del portierato. «Che c. me ne frega», risponde Sospiri, «io non mi sono mai interfacciato con la Petrella, l’ho fatto solo per te». In un altro incontro, sempre da Marinelli, Sospiri affronta con lui il discordo della promozione della Petrella. «Hai preso informazioni su questo Ciamponi», dice Sospiri; «Questo qua ha fatto il direttore amministrativo non è direttore sanitari… lì deve vincere la Petrella se vuoi lavorare oppure De Salazar», gli ribatte Marinelli; «Adesso la Petrella va alla stazione appaltante», dice Sospiri, «da subito, va all’Aric come supporto»; «Ma come direttore o ci va così», chiede Marinelli; «Intanto ci va subito», dice Sospiri, «come sostegno alla Valenza e poi scade il termine di commissariamento… si fa il bando e si vedrà. Ma lei non lo vuole fare il direttore generale, lei vuole andare all’Aric». Per il pm Andrea Di Giovanni, questi passaggi dimostrano un interessamento in decisioni che spettano magari ad altri. Ma la Petrella, dicono le carte, aveva già un suo piano perché aveva capito che non sarebbe mai riuscita a scalzare la dirigente, per cui dice a Marinelli: «Siccome io sono consapevole… io sono un tecnico, giusto? La Valenza è una persona diplomatica, no? Si vede, è una lecchina, abituata a leccare… quindi io le preparo la parte tecnica e lei la rivende. Però non a gratis, datemi un contratto di consulenza a 2.000 euro al mese».
INCARICO ALL’ARIC «La Petrella», scrive il gip, «lanciava un messaggio chiaro a Marinelli, sosteneva che cosa diversa era quella di ottenere l’incarico da direttore dell’Aric e che in tal caso avrebbe potuto dare fondo alla sua «creatività» avendo un ruolo importante: «Sì, capisci cosa voglio dire? Posso anche strutturare tutta la mia creatività però ci devo avere un ruolo».