LANCIANO. Il corpo con un ematoma in testa, il gancio a cui sarebbe stato appeso il filo elettrico che non si trova. Sono alcuni dei punti da chiarire, insieme alle cause della morte, nel mistero di Annamaria D’Eliseo, la collaboratrice scolastica 60enne trovata morta nel garage di casa con un cavo elettrico intorno al collo. Sono passati sei giorni dalla tragica scoperta, fatta venerdì scorso dal marito Aldo Rodolfo Di Nunzio, 70 anni, indagato a piede libero per omicidio volontario.
Oggi la risposta più importante arriverà dall’autopsia, in programma alle 10 all’ospedale di Fermo. È qui che la salma, risultata positiva al Covid, è stata trasferita. Ad effettuare l’accertamento tecnico è il medico legale Cristian D’Ovidio. Ci saranno anche i consulenti di parte, Riccardo Di Tanna per l’indagato e Ildo Polidoro per i cinque figli della coppia, parti lese. L’esito dell’autopsia è fondamentale per dirimere il giallo dell’Iconicella: Anna è morta per un gesto autolesionistico estremo o è stata uccisa?
I pm Serena Rossi e Francesco Carusi hanno posto diversi quesiti da accertare, a cominciare dalle cause e dall’ora del decesso. Dai primi accertamenti dei carabinieri del Norm, con il supporto della sezione investigazioni scientifiche del comando provinciale, sarebbero emersi elementi incompatibili con l’ipotesi del suicidio. Alle 13,08 del 15 luglio il marito ha chiamato il 112, dicendo di aver trovato la moglie impiccata nel garage-rimessa, attiguo all’abitazione, e di aver deposto il corpo a terra nel tentativo di soccorrerla. Avrebbe parlato di un gancio, a cui era appeso il filo elettrico, ma il punto preciso non sarebbe stato individuato. Il corpo presenta, inoltre, un ematoma in testa, che potrebbe essere stato provocato dalla caduta a terra, dopo che il 70enne ha tagliato il filo che teneva la donna. Sarà comunque oggetto di analisi durante l’autopsia. Nel garage-rimessa i carabinieri del tenente colonnello Vincenzo Orlando hanno trovato un grande caos, lo stesso che c’è all’esterno della villetta. Qui passa le giornate Di Nunzio ad accudire gli animali e la campagna. Anche ieri è rimasto vuoto il suo banco al mercato coperto di piazza Garibaldi, dove negli ultimi tempi lo accompagnava Anna.
«Lei rimaneva a vendere i prodotti e lui andava in giro», racconta un ortolano, «si vedeva che lei era giù di morale». L’ex vigile del fuoco riceve le visite dell’avvocato Claudio Nardone e dei figli. «Sono uniti e stanno vivendo collettivamente il dolore», conferma il loro avvocato, Elisabetta Merlino, «anche se l’epilogo fosse il più grave, è sempre il padre ed è in un momento di difficoltà. Chiedono silenzio e rispetto per il loro dolore, finché non sarà fatta chiarezza».
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