LANCIANO. Resta aperto il giallo sulla morte di Annamaria D’Eliseo, la 60enne trovata morta nel garage di casa con dei cavi elettrici intorno al collo. L’autopsia, eseguita ieri all’ospedale di Fermo, al momento non esclude, con assoluta certezza, una delle due ipotesi: che Annamaria, morta per asfissia traumatica, si sia suicidata oppure, come sospettano Procura e carabinieri, che sia stata uccisa. Il marito della donna, Aldo Rodolfo Di Nunzio, 70 anni, è indagato a piede libero per omicidio volontario. È stato lui, ex vigile del fuoco, una settimana fa, a dare l’allarme, raccontando per telefono al 112 di aver trovato la moglie appesa per il collo nel garage-rimessa, attiguo all’abitazione di contrada Iconicella, e di aver deposto il corpo nel tentativo di salvarla. Ma un primo esame della salma e la scena del ritrovamento hanno fatto emergere più di un dubbio negli investigatori. Sotto torchio per quasi 12 ore, alla fine Di Nunzio è stato rimandato a casa.
L’esame tecnico, svolto in una sala settoria attrezzata per autopsie Covid (la salma è risultata positiva al tampone), si è concluso dopo tre ore, alle ore 13. Gli accertamenti tecnici eseguiti dal medico legale Cristian D’Ovidio hanno consentito di fare approfondimenti importanti per la ricostruzione della dinamica ma per chiudere il cerchio, e affermare se si sia trattato di un omicidio o di un suicidio, occorreranno ulteriori analisi di laboratorio, in particolare sul solco rinvenuto sul collo della vittima. Gli approfondimenti chiesti dal consulente della Procura si terranno nei prossimi giorni all’Università di Chieti. Per i risultati potrebbero volerci un paio di mesi.
All’autopsia hanno presenziato anche i consulenti di parte, il medico legale Riccardo Di Tanna per l’indagato, assistito dall’avvocato Claudio Nardone, e il dottor Ildo Polidoro per le parti lese, i cinque figli della coppia che sono patrocinati dall’avvocato Elisabetta Merlino.
La salma è rientrata a Chieti, dalle Marche, ieri pomeriggio. Si attende il nulla osta della Procura per il funerale, che al momento non è stato ancora fissato. I cinque figli della coppia, Loana, Nunzio, Giuseppe, Josephine e Alnadona Di Nunzio, sono uniti e in questi giorni restano vicini al padre, con il quale non negano di avere avuto rapporti tesi dovuti soprattutto al carattere difficile dell’uomo. Anche Annamaria, Anna per tutti, viveva un momento di disagio. Il suo lavoro a scuola, come collaboratrice scolastica alla primaria Eroi Ottobrini, era la sua oasi felice. Qui tutti la ricordano sorridente, disponibile, lavoratrice infaticabile, sempre al servizio degli altri. In tanti aspettano di darle l’ultimo saluto.
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