La Regione Abruzzo per ora non adotta ordinanze e restrizioni dell’acqua per fronteggiare l’emergenza siccità, ma è pronta a prendere provvedimenti – come nelle regioni del Nord più colpite – se la situazione dovesse peggiorare. Lo confermano gli uffici della Protezione civile regionale, dove non risulta in cantiere per ora una ordinanza specifica. Si aspetterà, dunque, un’eventuale stato d’emergenza dichiarato dal Governo nazionale, il quale sta anche lavorando a un decreto specifico atteso per i prossimi giorni.
«Anche l’Abruzzo risente del problema annoso della crisi idrica e registra diverse criticità sul suo territorio, ma in questa fase emergenziale non è tra le regioni più colpite. C’è comunque un’intesa con le Regioni del Nord, che vivono situazioni più drammatiche e hanno chiesto lo stato d’emergenza»: così l’assessore regionale Nicoletta Verì, che ieri ha rappresentato l’Abruzzo a Roma, alla conferenza Stato-Regioni a cui ha preso parte il capo del Dipartimento della Protezione civile nazionale Fabrizio Curcio per affrontare anche – ma non esclusivamente – il tema della siccità che sta tenendo banco da giorni in tutta Italia.
L’Abruzzo del resto è considerato in questa fase a rischio “medio” riguardo all’approvvigionamento di acqua, a differenza di regioni che hanno già il bollino “arancione” se non addirittura “rosso”, vista l’importante riduzione della portata dei fiumi, soprattutto in Pianura Padana, che mette a rischio diversi settori.
Questo, anche se le associazioni di categoria che rappresentano le aziende agricole abruzzesi lamentano comunque difficoltà nelle coltivazioni in alcune aree specifiche del territorio e chiedono ristori, azioni contro gli sprechi dell’acqua e opere per la sistemazione delle condotte e dei sistemi di irrigazione, ma anche lo sblocco della situazione di commissariamento dei consorzi di bonifica.
La Regione, prima ancora che su divieti e razionamenti a breve termine, sembra non a caso concentrata piuttosto sugli interventi nel medio-lungo periodo: «Nella riunione con Curcio è stato chiesto di accedere ai fondi del Pnrr, anche per il sostegno all’innovazione tecnologica dell’agricoltura. L’obiettivo è una strategia nazionale che, attraverso un piano, punti a trattenere l’acqua piovana per utilizzarla per l’irrigazione. E poi c’è la questione del fondi per finanziare l’acquisto di autoclavi da parte delle famiglie. La crisi idrica è infatti un problema annoso e peggiorato nei decenni, che ha colpito pesantemente l’Abruzzo negli anni scorsi», ha aggiunto Verì.
«Stiamo ragionando sui parametri tecnici per andare incontro alle richieste del territorio», ha risposto Curcio alle Regioni, che hanno sollecitato lo stato di emergenza, «ricordiamoci che lo stato di emergenza serve a fare delle cose. Si sta lavorando per definire quali sono le attività che seguono allo stato di emergenza che non è un’idea ma consiste in una serie di azioni che vanno fatte. Insieme alla dichiarazione vanno verificate le azioni, ci stiamo lavorando».
Il tema della siccità, in realtà, è solo uno di quelli trattati durante la riunione della conferenza Stato-Regioni di ieri. La presenza di Verì –– che ha il ruolo di assessore alla Sanità – in rappresentanza dell’Abruzzo è infatti dovuta al primo punto all’ordine del giorno, quello incentrato sulla “rendicontazione delle spese Covid in relazione alla prossima assegnazione dei fondi alle Regioni, di competenza del Dipartimento”. Nell’incontro si è parlato anche delle problematiche legate all’accoglienza dei profughi ucraini e della lotta agli incendi boschivi, altro tema legato in qualche modo anche a quello della siccità.