AIELLI. Una lezione di vita e di coraggio quella lasciata da Angelo Vassallo e Marcello Torre, sindaci in terra di camorra morti per la legalità. Il Comune di Aielli li ha voluto ricordare alla presenza dei ragazzi del liceo Benedetto Croce di Avezzano proprio nel parco giochi dedicato ad Angelo Vassallo, dove troneggia il murale la Costituzione italiana. Una iniziativa che rientra nell’ambito dell’Educazione civica e che ha come obiettivo quello di formare cittadini responsabili e attivi, promuovere la partecipazione piena e consapevole degli studenti alla vita civica, culturale e sociale della comunità, nel rispetto delle regole, dei diritti e doveri dei cittadini. Erano presenti Dario e Massimo Vassallo, fratelli del sindaco Angelo, ucciso a Pollica il 5 settembre 2010, la cui sospetta matrice di stampo camorristico è tuttora oggetto di indagini da parte della magistratura; Goffredo Locatelli, nipote di Marcello Torre, sindaco ucciso dalla camorra a Pagani l’11 dicembre 1932 per essersi opposto alle infiltrazioni malavitose nella gestione del post-terremoto in Irpinia; Attilio D’Onofrio, dirigente dell’istituto scolastico “Croce”; Enzo Di Natale, sindaco di Aielli, ed Emanuela Ponari, membro della Fondazione “Angelo Vassallo, sindaco pescatore”. Il fratello del sindaco eroe, Dario Vassallo, ha sottolineato l’importanza della formazione della cultura antimafia nella scuola e ha ricordato la figura del fratello, evidenziando la sua netta opposizione alla speculazione sul territorio italiano. L’altro fratello, Massimo, ha parlato delle infiltrazioni mafiose che esistono nei luoghi pubblici e ha evidenziato come ci siano ancora lati oscuri nell’indagine sulla morte del fratello. «Vicino alla macchina di Angelo», ha detto, «quella mattina c’erano decine e decine di persone. L’area non fu transennata e per questo ci sono responsabilità ben precise». Goffredo Locatelli, nipote di Marcello Torre, sindaco ucciso dalla camorra, ha ricordato come il nonno si oppose alla camorra nella ricostruzione. «Nonno aveva capito», ha evidenziato, «che per contrastare le mafie bastava semplicemente fare il proprio dovere, una cosa semplicissima che però, per assurdo, lo ha portato alla morte». Il sindaco Di Natale ha sottolineato «il legame indelebile con i cittadini di Pollica grazie a un gemellaggio che va avanti da 20 anni» e ha parlato di «un esempio positivo che ci ha guidato anche nella crescita del Comune marsicano permettendo lo sviluppo di peculiarità che ora sono conosciute in tutta Italia».
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