PESCARA. Quattro date sono buone per la posa della prima pietra. Ma nessuna di queste finora è ufficiale perché all’appello manca ancora un cavillo.
La cerimonia solenne che la società Saga e il governo regionale di centrodestra intendono celebrare per dare il via ai lavori d’allungamento a circa 3mila metri della pista dell’aeroporto d’Abruzzo è infatti legata alla pubblicazione di un documento sul sito del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica.
Si tratta della Valutazione di incidenza ambientale, o più semplicemente Vinca, acronimo con cui si indica una specifica procedura valutativa che ha lo scopo di tutelare l’integrità dei siti naturali dagli effetti dell’opera dell’uomo.
Un difetto di comunicazione tra lo stesso Ministero e il Comune di San Giovanni Teatino, competente per territorio, avrebbe causato sia il rinvio della partenza del cantiere sia l’indecisione sulla posa della prima pietra, a cui il governatore Marco Marsilio, ed è superfluo dirlo, tiene molto per le ricadute che l’opera, attesa da almeno dieci anni, avrà sulla campagna elettorale per le regionali del 10 marzo prossimo. E per gli effetti immediati sul rilancio dello scalo aereo che cerca nuove compagnie di volo con cui pianificare la stagione estiva puntando a un milione di passeggeri per il 2024.
Le quattro date messe in calendario da Marsilio e opzionabili per il taglio del nastro sono venerdì 26 o sabato 27 gennaio oppure sette giorni dopo, il 2 o il 3 febbraio prossimi. Saga e Regione si preparano all’evento, cavillo permettendo. (l.c.)
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