SAN GIOVANNI TEATINO. È scomparso all’età di 90 anni Leontino Di Meo, artista, ma anche ristoratore di Sambuceto, conosciuto per via delle sue esposizioni e per i vari riconoscimenti ricevuti nel corso della sua carriera. È andato via in seguito a una malattia che lo aveva colpito ormai da dieci anni e che lo ha consumato con il passare del tempo.
Nato a Manoppello nel 1932, nei primi anni Cinquanta è emigrato in Venezuela, come molti facevano a quel tempo. Rientrato a Sambuceto, nel 1962 ha aperto il ristorante Caracas sulla Tiburtina, piuttosto frequentato allora, che ha mantenuto in attività per dieci anni. La pittura e l’arte sono sempre state le sue grandi passioni, tanto che tra gli anni Settanta e la fine degli anni Novanta ha realizzato una serie di esposizioni, in Italia ma anche all’estero, partecipando inoltre a svariati concorsi.
Tra i maggiori riconoscimenti ottenuti c’è senz’altro la medaglia d’oro al premio Michelangelo nel 1975. Poi ancora la tela d’oro, le mostre organizzate tra Lugano, Milano e Roma corredate da riconoscimenti che ha sempre custodito con grande cura, fino a quella organizzata a Caracas nel 1987.
Chi oggi lo ricorda parla di lui come una persona umile, onesta, ligia al lavoro e alla famiglia, valori che ha sempre coltivato e che ha tramandato ai suoi figli. Fino al 1997 ha lavorato al pastificio De Cecco, prima di andare in pensione e potersi dedicare esclusivamente alla sua passione.
Una passione coltivata fino a una decina di anni fa, quando la malattia ha iniziato a debilitarlo. «La tua onestà e la tua umiltà rimarranno sempre nei nostri cuori», dicono oggi i figli Valenzia (assessore al Comune di San Giovanni Teatino) e Danilo, insieme alla moglie Lina.
I funerali di Leontino Di Meo sono in programma per questa mattina nella chiesa di San Rocco, con inizio fissato per le 10. (a.d.s.)