LANCIANO . Si è spento sabato all’Hospice Santa Chiara a causa di un male, il professore, compositore, polistrumentista e artista Remo Vinciguerra. Aveva 66 anni. Un lutto enorme per la musica, gli allievi, il mondo della formazione musicale e quanti lo hanno amato dai banchi di scuola o dalle platee dei teatri e palcoscenici di tutto il mondo. Vinciguerra è stato tra i più importanti compositori in Italia per la didattica pianistica in stile jazzistico e moderno: il Montessori della musica, un uomo che ha fatto dell’insegnamento la sua missione di vita. Secondo Vinciguerra «la sfida di un insegnante è appassionare proprio gli allievi più difficili e quelli che non pensano di fare della musica una professione». Un pensiero che aveva tradotto concretamente, trasformando ogni volta le sue ore di lezione in una festa, senza lasciare nessuno indietro. La sua formazione musicale e didattica ha seguito un percorso tutto orientato all’impegno nella scuola media a indirizzo musicale, la media Mazzini dove ha formato generazioni di studenti. Appassionato di jazz e nuovi linguaggi pop, non ha mai tralasciato la ricerca, producendo una mole imponente di lavori sia a livello discografico che didattico, con la prestigiosa Curci editore. Indimenticabile il suo Il rosso e il nero – Pezzi facili in stile jazzistico, adottato in decine di scuole di ogni ordine e grado.
Nato a Lanciano il 15 maggio 1956, ha iniziato gli studi pianistici a 11 anni. Conseguito il diploma, ha insegnato educazione musicale ed organizzato un “laboratorio di musica” in cui ha costruito gradualmente la sua esperienza didattica, concretizzatasi nel corso degli anni nella pubblicazione di un vasto materiale dedicato allo studio del pianoforte. Vinciguerra è stato organizzatore e protagonista di diversi festival a lui dedicati a Lanciano e in tutta Italia, tra cui il Concorso pianistico internazionale – Premio Remo Vinciguerra di Verona, e ha composto recentemente l’inno per la società sportiva Azzurra Basket, un lavoro che lo ha inorgoglito e commosso particolarmente nei mesi della scoperta di un male che ha provato a combattere fino alla fine.
Il sorriso disarmante, l’eterna curiosità nello sguardo e l’ironia come stile di vita, per i suoi studenti era a tutti gli effetti il John Keating italiano, l’insegnante trascinante, coraggioso ed eclettico dell’Attimo fuggente. Il sindaco Filippo Paolini parla di una «scomparsa che addolora tutti. Un musicista di grande valore, molto apprezzato dai giovani. Grazie a lui tanti ragazzi hanno conosciuto la professionalità, l’umanità e il rispetto reciproco».
«La musica perde un suo grande figlio ed un valentissimo insegnante», lo ricorda il direttivo dell’associazione Amici della Musica Fedele Fenaroli. «La tua “Mazzini” non ti dimenticherà», scrive Mirella Spinelli, dirigente del comprensivo Mario Bosco di Lanciano. «Vogliamo ricordarti sul palco, con la tua musica, con i tuoi ragazzi. Continua a suonare per noi da lassù».
«Uno dei più grandi musicisti viventi, che per me è un fratello», dice di lui il compositore e docente universitario Silvio Maria Feliciani. «Il più prolifico autore di didattica pianistica di base, continuerà a vivere per sempre nella sua musica e nei cuori di tutti coloro ai quali l’ha donata». I funerali si svolgono oggi alle 15.30 nella cattedrale Madonna del Ponte.
©RIPRODUZIONE RISERVATA