CELANO. L’intera città si è stretta intorno alla famiglia di Raffaele Rosati, alla sua compagna di una vita, Rita Santarelli, al figlio Filippo e alla moglie Valentina Cannizzaro, che con lui condividevano la passione per l’insegnamento, il giornalismo e lo sport, all’altro figlio Gianluca che, non essendo sposato, vive ancora in casa e ha potuto così prendersi cura dei genitori Nel pomeriggio la popolazione ha voluto rendergli l’ultimo saluto, partecipando alle esequie, celebrate nella chiesa di San Giovanni Battista dal parroco Ilvio Giandomenico. Nell’omelia, il sacerdote, che di Raffaele è stato alunno alle elementari, ne ha ricordato le grandi doti umane, l’impegno sociale, le versatilità e la passione che metteva nell’insegnamento. Un maestro di altri tempi. In quegli anni del Dopoguerra, nei paesi in cui la principale attività era l’agricoltura, come Celano, i genitori partivano all’alba e tornavano al tramonto. Per molti bambini in età scolare il maestro sostituiva la famiglia. E tanti hanno avuto la fortuna di incontrare sul loro cammino maestri della sensibilità e della preparazione di Raffaele Rosati. La commozione e il dolore che ieri in chiesa si poteva leggere sul volto dei partecipanti alla funzione, quasi tutti ex allievi di Raffaele, sono il segno di quanto importante egli sia stato per la loro crescita e la loro formazione. “Ciao Raffaele”, ha scritto Gianvincenzo Sforza, amico inseparabile del maestro, «continueremo a pensare a te e a ricordare quella simpatia che ha caratterizzato la tua esistenza». (n.m.)
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