L’altissima circolazione di Omicron 5, in Abruzzo, impone prudenza. Cresce il numero dei ricoverati ultrasettantenni o non vaccinati, con la provincia di Chieti che risulta il territorio dove si concentra il maggior numero di positivi, seguita da Pescara. «Tenendo conto dei pazienti infetti non dichiarati, in Abruzzo siamo vicini alll’8-9% di tasso di positività», afferma Giustino Parruti, primario dell’Unità operativa complessa di Malattie infettive dell’ospedale di Pescara, «per dirla in altri termini: in una riunione di lavoro con dieci persone, almeno uno potrebbe essere positivo al Covid». Da qui, la necessità di non abbassare la guardia, adottando almeno al chiuso precauzioni come l’uso della mascherina e il distanziamento, e procedere subito con la quarta dose per ultrasessantenni e soggetti fragili.
IL QUADRO
I numeri parlano chiaro. Ieri, il report della Regione ha indicato 1.868 nuovi positivi, su 1.607 tamponi molecolari e 7695 test antigenici eseguiti. Quattro i pazienti deceduti a causa del Covid, di cui uno risalente ai giorni scorsi. Aumenta il numero dei guariti che tocca soglia 454.650 (+1.377), ma anche quello dei soggetti attualmente positivi 47.598 (+487), di cui 280 ricoverati in area medica (+7) e 10 in terapia intensiva. Dato, quest’ultimo, che resta invariato. I nuovi positivi sono residenti per lo più nella provincia di Chieti (551). A seguire Pescara (497), Teramo (392) e L’Aquila (274), mentre 56 arrivano da fuori regione e 98 sono i casi in corsi di accertamento.
ALTA CIRCOLAZIONE VIRALE
«Dati», spiega Parruti, «che sono lo specchio del perdurare dell’altissima circolazione di Omicron 5, che non conosce flessioni, da un lato perché anche chi si è infettato con Omicron 1 e 2, continua ad ammalarsi con l’ultima variante. Dall’altro il fenomeno di crescita esponenziale del virus si spiega con la mancanza assoluta di restrizioni nelle attività pubbliche e nella vita di società, che sta dando una spinta verso l’alto alla diffusione del Covid». Il rischio di reinfezione è altissimo, secondo Parruti, che indica in una forbice tra l’8 e il 9% il tasso di positività in Abruzzo, acclarato o non dichiarato».
OSPEDALI PIENI
Anche le strutture sanitarie stanno soffrendo. «Se è vero che la maggior parte dei casi di positività viene gestita a domicilio», fa notare Parruti, «risultano in aumento i ricoveri nei reparti di medicina e in terapia intensiva degli ultrasettantenni e dei non vaccinati. Solo ieri ho visto due polmoniti acute in soggetti non vaccinati: un dato che va a sfatare anche il falso mito che Omicron 5 sia meno aggressiva delle forme precedenti, soprattutto nella popolazione anziana, che deve essere adeguatamente protetta, evitando il contatto con i giovani, tra i quali la circolazione del virus è massima e gli asintomatici». Le raccomandazioni per soggetti fragili, pazienti a rischio e anziani sono le consuete: indossare sempre la mascherina, soprattutto negli ambienti chiusi e mantenere il distanziamento come buona regola. Parruti invita anche a procedere rapidamente alla vaccinazione.
«Non vi è nessun ragionevole motivo», dice, «per posticipare la quarta dose di vaccino che, per gli anziani e i fragili, va effettuata subito, nel mese di agosto sia come protezione personale da Omicron 5 che per ridurre la circolazione virale e il numero dei portatori asintomatici che continuano a fare da leva sulla diffusione del virus. Omicron 5 sta circolando a grande velocità».
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