TERAMO. Da 46 anni aspettano indennizzi per i terreni presi dall’Anas. Sono i 370 proprietari delle aree attraversate dall’autostrada A24 tra Colledara e Villa Vomano. L’opera è stata completata nel 1988, dopo una procedura aperta a metà degli anni ‘60 e con occupazione temporanea degli spazi interessati risalente al ‘76, ma finora neppure un centesimo è stato versato alle famiglie cui i terreni sono stati tolti per motivi di pubblica utilità. Molti dei primi proprietari, tra l’altro, sono venuti a mancare e a loro sono subentrati gli eredi che hanno allungato l’elenco di chi deve incassare l’indennizzo.
Solo quattro finora hanno ottenuto le somme previste, che complessivamente ammontano a circa 2,5 milioni di euro. Tra questi c’è Giuseppe Barnabei che, su mandato delle famiglie rimaste in attesa, ha avviato una lunga trattativa con le dirigenze nazionale e regionale dell’Anas. «Quelle aree, per un’estensione di circa 100mila metri quadri, risultano ancora in possesso dei vecchi proprietari perché non sono state fatte le variazioni catastali», spiega il rappresentante degli espropriati, «per cui potrebbero tornare a chi li deteneva prima dell’occupazione». I proprietari sono pronti a rivolgersi al tribunale per far valere questo loro diritto nel caso in cui l’Anas persistesse nel non voler liquidare gli indennizzi. «Perché non è stata applicata a tutti la norma del 2001 che dà la possibilità ad amministrazioni locali, enti e società di regolarizzare gli espropri ancora non definiti?», è una delle domande poste da Barnabei, «perché il direttore della struttura territoriale Abruzzo e Molise dell’Anas, pur essendone stato più volte incaricato dalla direzione legale e dalla direzione progettazione e realizzazione lavori non ha provveduto a sanare la situazione?». La dirigenza locale dell’ente non riterrebbe di propria competenza il pagamento richiesto, ma per il rappresentante degli espropriati si tratta di un tentativo di scaricare le responsabilità. Il pieno coinvolgimento dell’Anas, secondo Barbanei, è reso ancor più palese dalla revoca della concessione al gruppo Toto. «L’ente ha acquisito la gestione diretta dell’autostrada per la quale incassa i pedaggi», fa notare il rappresentante degli espropriati, «e in passato ha introitato comunque i canoni previsti». Gli ex proprietari, dunque, vanno liquidati così come stabilito quasi mezzo secolo fa con gli atti di occupazione dei relativi terreni. In caso contrario sono pronti a chiedere «la riammissione in possesso dei terreni e il ripristino dello stato dei luoghi con la demolizione del tratto autostradale interessato oltre al risarcimento dovuto per il mancato guadagno dalla coltivazione dei terreni dal ‘76 ad oggi o in alternativa il ricavato dei pedaggi autostradali».
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